La Cisl non condivide il ricorso allo sciopero generale contro la manovra di Bilancio prima che il testo del provvedimento sia noto. Questa posizione, approvata dal Consiglio generale il 21 ottobre 2026, si discosta dallo sciopero generale Cgil del 20 novembre.
Pur rispettando le decisioni altrui, la Cisl contesta la scelta di proclamare una mobilitazione generale su una legge di Bilancio di cui i contenuti non sono ancora disponibili. La confederazione definisce lo sciopero generale uno strumento di ultima istanza, da basare su obiettivi precisi e su motivazioni concrete, con l’indicazione di evitare che l’iniziativa assuma un carattere generico o ideologico.
La posizione della Cisl sullo sciopero
La confederazione considera "sbagliato chiedere ai lavoratori il sacrificio di una giornata di salario" senza conoscere ancora il testo della manovra. La divergenza risiede nel rapporto tra contenuti del provvedimento e strumenti di mobilitazione: per la Cisl, la valutazione deve avvenire sui testi e sulle misure effettive, non prima della loro conoscenza.
La linea resta quella di "negoziare per decidere". La Cisl mantiene aperta la possibilità di un’azione comune con le altre organizzazioni sindacali, ma la lega a contenuti, piattaforme e vertenze. La distinzione riguarda il metodo: prima l’esame della manovra e il confronto sui punti concreti, poi l’eventuale definizione di iniziative condivise.
Le iniziative di mobilitazione della Cisl
In coerenza con la sua posizione sulla legge di Bilancio, la Cisl non aderisce allo sciopero generale della Cgil e conferma una diversa impostazione della mobilitazione. Il calendario indicato prevede tre manifestazioni per il lavoro: il 7 novembre a Genova, il 28 novembre a Gioia Tauro e, a metà dicembre, a Roma, con l’iniziativa collegata al titolo "Il Patto che unisce".
La Cisl, organizzazione sindacale confederale fondata il 30 aprile 1950, richiama tra i suoi principi libertà e giustizia.