La Regione Emilia-Romagna ha accolto quattro proposte avanzate dai principali sindacati edili regionali – Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil – con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza nei cantieri. L'intesa è stata raggiunta il 15 ottobre 2026, a seguito di un incontro a Bologna tra l'assessore al lavoro Giovanni Paglia e i segretari regionali Giuseppe Ledda, Roberto Casanova e Riccardo Galasso. Le organizzazioni sindacali hanno espresso piena soddisfazione per l'esito del confronto, che ha delineato un percorso concreto per l'implementazione delle nuove azioni e per una maggiore tutela dei lavoratori.
I rappresentanti sindacali hanno sottolineato la positività e la costruttività del dialogo, affermando: “Ci riteniamo soddisfatti dall'incontro, abbiamo già stabilito di rivederci il 9 novembre per iniziare a mettere a terra le quattro nuove azioni”. Le misure concordate includono l'istituzione di un tavolo permanente sull’edilizia, l'incremento dei fondi destinati a controlli e ispezioni nei cantieri, l'introduzione di una legge regionale per il censimento obbligatorio di tutti i lavoratori del settore in Emilia-Romagna e l'estensione a livello regionale del protocollo relativo al badge di cantiere.
Le misure per la sicurezza nei cantieri
Il tavolo permanente sull’edilizia sarà uno strumento chiave di confronto, monitoraggio e proposta per l'intero settore, coinvolgendo tutte le parti interessate.
L'aumento delle risorse economiche è specificamente indirizzato a potenziare le attività di controllo e ispezione nei luoghi di lavoro, un aspetto che i sindacati ritengono fondamentale per una più efficace prevenzione degli infortuni e per garantire il rispetto delle normative vigenti. La richiesta di una legge regionale mira a istituire un censimento obbligatorio e dettagliato di tutti i lavoratori impiegati nel comparto edile in Emilia-Romagna, compresi coloro che provengono da altre regioni o Paesi per operare temporaneamente sul territorio regionale.
Il quarto punto cruciale riguarda l'adozione generalizzata del badge di cantiere, un sistema già sperimentato con successo a Reggio Emilia.
Questa tessera di riconoscimento è concepita come uno strumento essenziale per tracciare le presenze dei lavoratori, verificarne la regolare posizione contrattuale e, più in generale, contrastare il lavoro irregolare e prevenire possibili infiltrazioni mafiose nel settore. Le quattro iniziative sono state presentate dai sindacati come azioni prioritarie da avviare dopo l'incontro con l'assessore Paglia e saranno oggetto di ulteriore discussione e definizione il 9 novembre 2026.
La mobilitazione dopo gli infortuni mortali
La mobilitazione che ha portato a queste richieste e all'accordo raggiunto è strettamente connessa a una serie di tragici eventi che hanno scosso il settore: tre morti sul lavoro si sono verificate in meno di venti giorni nei cantieri di Bologna, Faenza (nel Ravennate) e Rimini.
Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato il legame diretto tra il confronto con la Regione e questi episodi, richiamando l'attenzione sui preoccupanti dati regionali relativi agli infortuni mortali, che sottolineano con urgenza la necessità di interventi strutturali e normativi per garantire una maggiore sicurezza e tutela della vita dei lavoratori.