Milano, 15 ottobre 2026 – Una protesta social ha acceso i riflettori sulla situazione dei docenti a contratto della Scuola di Architettura del Politecnico di Milano. Molti di loro hanno reso noto, attraverso i canali social, il mancato rinnovo dei propri incarichi annuali, una decisione presa dall’ateneo. La vicenda riguarda professionisti con una lunga esperienza, alcuni dei quali vantano oltre dodici anni di anzianità, e in diversi casi, più di venti anni di attività continuativa all'interno dell'istituzione. Parallelamente, è emerso che altri docenti coinvolti nella medesima situazione intendono intraprendere azioni legali.
Questo episodio al Politecnico si inserisce in un contesto più ampio di precariato universitario, come evidenziato dalla Cgil Scuola Università. I dati forniti dal Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur) rivelano che ogni anno si registrano circa 35 mila docenze a contratto tra università pubbliche e private. Luca Scacchi, responsabile docenza universitaria Flc Cgil, ha descritto le condizioni di molti di questi professionisti: “Molti svolgono l'attività di insegnamento, lo svolgimento degli esami e l'assistenza alle tesi per una retribuzione irrisoria e con contratti di 12 mesi”.
Il mancato rinnovo degli incarichi e le figure professionali
Il cuore della questione al Politecnico di Milano è il mancato rinnovo di incarichi annuali per i docenti a contratto della Scuola di Architettura.
Le figure interessate sono caratterizzate da una notevole continuità e dedizione all'ateneo: si parla di oltre dodici anni di servizio, con punte che superano i venti anni continuativi per alcuni. La notizia ha evidenziato due diverse reazioni alla decisione dell'ateneo: da un lato, la scelta di rendere pubblica la situazione tramite i social media; dall'altro, l'intenzione di avviare procedimenti legali per tutelare i propri diritti.
La categoria dei docenti a contratto, come sottolineato dalla Cgil Scuola Università, è eterogenea. Include professionisti chiamati per la loro specifica expertise nel campo lavorativo di riferimento. Un'altra componente è rappresentata da studiosi di alto valore accademico, che hanno superato l'Abilitazione Scientifica Nazionale (ASN) e rientrano nelle cosiddette chiamate per "chiara fama".
Il sindacato ha ribadito come questi docenti siano fondamentali per l'erogazione dell'insegnamento, lo svolgimento degli esami e il supporto alle tesi, spesso operando con contratti di durata annuale.
La proposta della Cgil per la stabilizzazione del precariato
Di fronte a questo scenario, la Cgil ha avanzato una chiara richiesta: l'assunzione di 25 mila nuovi professori di ruolo. L'obiettivo principale di questa proposta è la stabilizzazione delle diverse figure precarie presenti nel sistema universitario. Il sindacato evidenzia che tale misura permetterebbe di riportare a livelli europei l'attuale rapporto tra docenti e studenti negli atenei italiani, considerato troppo elevato. Attraverso queste assunzioni, si mirerebbe a risolvere il problema del precariato di alta qualificazione che affligge sia la docenza che le attività di ricerca, garantendo maggiore stabilità e prospettive a professionisti essenziali per il sistema accademico nazionale.