A Genova, il 16 ottobre 2026, la vertenza che vede protagonista Ericsson ha raggiunto un nuovo punto di svolta con l'assemblea pubblica tenutasi agli Erzelli. L'incontro ha riportato al centro dell'attenzione la procedura di licenziamento collettivo che interessa la multinazionale delle telecomunicazioni e, in particolare, il suo sito genovese. I rappresentanti di Slc Cgil hanno espresso forte preoccupazione, evidenziando il rischio concreto di una significativa riduzione delle competenze presenti nel polo tecnologico. Questa situazione, secondo il sindacato, potrebbe portare l'organico a scendere drasticamente sotto la soglia dei 200 dipendenti.
Durante l'assemblea, è stato sottolineato con allarme che questa è la «ventottesima procedura di licenziamento collettivo» che coinvolge l'azienda, un dato che evidenzia una criticità persistente.
I 131 esuberi e le proposte sindacali respinte
Il nodo centrale della discussione rimane la gestione dei 131 esuberi, attualmente gestiti attraverso il criterio delle uscite volontarie. La Slc Cgil ha fermamente contestato la posizione della dirigenza aziendale, accusandola di aver respinto le proposte avanzate per mitigare l'impatto occupazionale. Tra le misure cruciali indicate dal sindacato figurano l'introduzione di strumenti di accompagnamento al pensionamento e la richiesta di una proroga della procedura oltre la data del 31 dicembre 2026.
La risposta dell'azienda alle istanze sindacali è stata sintetizzata dai rappresentanti con l'espressione lapidaria: «ricevendo solo rifiuti», a testimonianza di una trattativa in stallo.
L'assemblea ha ribadito l'importanza strategica della vertenza per la tutela del polo di ricerca e produzione di Genova. L'incontro, svoltosi nella sede degli Erzelli, ha registrato una partecipazione ampia e significativa. Erano presenti non solo delegati sindacali, ma anche parlamentari, consiglieri regionali, rappresentanti comunali e municipali. Un segnale di solidarietà e attenzione è giunto anche dalla partecipazione di una delegazione di lavoratori ex Ilva, la cui presenza ha arricchito la discussione, sottolineando la trasversalità delle problematiche industriali e occupazionali sul territorio.
Il confronto telematico del 13 ottobre: posizioni distanti
Precedentemente, il 13 ottobre 2026, si era tenuto un incontro in modalità telematica tra l'azienda e le organizzazioni sindacali, come previsto dalla normativa in caso di apertura di una procedura di licenziamento collettivo. Nonostante la convocazione di un tavolo nazionale di confronto nella settimana precedente, sollecitato dalla Cgil, Ericsson non ha ritirato la procedura. La posizione aziendale, secondo quanto comunicato dai sindacati, mira a chiudere la vertenza esclusivamente attraverso il criterio della volontarietà, offrendo 48 mensilità e proponendo processi di ricollocazione, con una particolare enfasi sulle opportunità all'estero.
Inoltre, l'azienda avrebbe manifestato l'intenzione di riportare il confronto su base territoriale, limitando il raggio d'azione della trattativa.
La Slc Cgil ha espresso una netta contrarietà a queste condizioni, ribadendo con forza la necessità di proseguire la trattativa per trovare soluzioni più eque e sostenibili per i lavoratori coinvolti nella vertenza Ericsson.