Il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha espresso la sua solidarietà e vicinanza ai lavoratori dell’ex Ilva che, il 14 ottobre 2026, hanno sfilato in corteo a Genova Brignole. Gli operai erano impegnati nel terzo giorno consecutivo di sciopero, proseguendo la loro significativa mobilitazione nel centro cittadino con una manifestazione partita dall’area antistante la stazione ferroviaria.

L'incontro tra Bucci e i lavoratori siderurgici è avvenuto in un contesto di trattative ancora prive di novità concrete e di grande incertezza per il futuro.

Armando Palombo, coordinatore della RSU Fiom di Acciaierie d’Italia a Genova, ha riferito che a livello ministeriale, prefettizio e sindacale erano in corso lavori intensi per giungere a un verbale o a un documento comune. La richiesta pressante dei manifestanti, infatti, è stata quella di formalizzare rapidamente un accordo scritto e condiviso, ritenuto essenziale per la tutela dei posti di lavoro.

La mobilitazione da Brignole e l'urgenza di un accordo scritto

Palombo ha giudicato positivamente la presenza del presidente della Regione Liguria al fianco degli operai, sottolineando come “finché le istituzioni vengono e stanno con noi è un segnale positivo” che infonde speranza tra i manifestanti.

Il sindacalista ha anche confermato un’accelerazione nei contatti istituzionali, con alcuni incontri a Roma inizialmente previsti per il pomeriggio e anticipati alla mattinata, a testimonianza dell'urgenza della situazione.

La linea adottata dalle tute blu genovesi rimane quella della mobilitazione a oltranza, determinati a non cedere. Palombo ha ribadito che la giornata sarebbe stata lunga e che i lavoratori avrebbero continuato a farsi sentire e vedere fino alla firma di un accordo scritto che garantisca il loro futuro. Il corteo, composto da centinaia di operai delle acciaierie di Genova Cornigliano, si è mosso dal piazzale della stazione di Genova Brignole lungo viale Brigata Bisagno, bloccando il traffico nel centro cittadino al grido di “senza lavoro c'è l'agitazione”.

Questa protesta si inserisce nella più ampia e complessa vertenza ex Ilva e nella richiesta di garanzie formali sulla continuità produttiva e sugli strumenti da applicare agli stabilimenti coinvolti, evidenziando la necessità di soluzioni concrete e durature.

Presidio permanente e la questione della cassa integrazione

Nel quadro della mobilitazione a Genova, i lavoratori hanno mantenuto un presidio permanente davanti alla Prefettura, con tende montate anche durante la notte, simbolo della loro resistenza. I sindacati chiedono con fermezza garanzie scritte contro l’allargamento della cassa integrazione, una misura che rappresenta una delle principali preoccupazioni per il futuro occupazionale e la stabilità economica delle famiglie degli operai degli stabilimenti.