A seguito del sequestro di due opifici tra Angri e San Giuseppe Vesuviano, Giovanni Sgambati, segretario generale della UIL Campania, ha espresso il suo apprezzamento. Intervenendo da Napoli il 1° ottobre 2026, Sgambati ha sottolineato l'importanza dell'intervento delle forze dell'ordine e della Procura di Nocera Inferiore, cruciale per la tutela di legalità, dignità e sicurezza dei lavoratori.
Il sindacalista ha interpretato il sequestro delle due aziende tessili come un segnale chiaro, richiamando la necessità che 'nessuno si volti dall'altra parte dinanzi all'illegalità'.
Le condizioni denunciate dalla UIL Campania includono ambienti pessimi, turni massacranti, salari inadeguati e la presenza di lavoratori migranti senza permesso di soggiorno, spesso operanti in condizioni di invisibilità e vulnerabilità.
La Posizione della UIL Campania
Sgambati ha collegato l'operazione alla battaglia del sindacato per la sicurezza e la dignità dei lavoratori. Le azioni indicate sono controllare, denunciare e intervenire per contrastare illegalità, sfruttamento e moderne forme di schiavitù. Il segretario generale ha richiamato l'importanza di un dialogo costante e sinergico tra sindacati e istituzioni.
Il sequestro dei due opifici e la reazione sindacale rimangono il fulcro della vicenda.
La UIL Campania ha evidenziato le condizioni pesanti, le retribuzioni inadeguate e la vulnerabilità dei lavoratori privi di permesso di soggiorno. Sgambati ha ribadito la stretta correlazione tra legalità, sicurezza e dignità del lavoro.
L'Operazione tra Angri e San Giuseppe Vesuviano
L'operazione ha trovato riscontro anche a livello istituzionale. La Regione Campania, con un comunicato del 1° ottobre 2026, ha collegato l'intervento al contrasto al caporalato. L'assessora regionale al Lavoro e alla Formazione professionale, Angelica Saggese, ha ringraziato la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore e i Carabinieri del Gruppo Tutela del Lavoro di Napoli per l'attività che ha portato al sequestro preventivo di due aziende tessili.