Il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, ha partecipato il 6 ottobre 2026 a Padova a un'iniziativa significativa: l'inaugurazione di un murales interamente dedicato al dramma persistente delle morti sul lavoro. L'opera d'arte, frutto dell'ingegno di un giovane artista del territorio, è stata strategicamente collocata nei pressi della cittadella universitaria della città patavina. L'evento, promosso dalla Uil Veneto, ha rappresentato il palcoscenico per un intervento cruciale di Bombardieri, il cui fulcro è stato la necessità impellente di riaccendere il confronto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e di riportare questo tema vitale al centro del dialogo e dell'agenda politica con il governo.
La sua presenza ha sottolineato l'urgenza di affrontare una problematica che continua a mietere vittime, richiamando l'attenzione di istituzioni e opinione pubblica.
Nel suo discorso, Bombardieri ha sapientemente collegato il profondo significato del murales alla dimensione più ampia e fondamentale della prevenzione, definendola una questione culturale che deve coinvolgere attivamente ogni strato della società. Ha espresso una ferma condanna per l'inaccettabile "abitudine sociale" all'idea che si possa morire mentre si sta svolgendo il proprio lavoro, evidenziando come questa rassegnazione sia una piaga da estirpare. Il segretario generale della Uil ha delineato chiaramente gli ambiti prioritari su cui è indispensabile agire: la prevenzione, la formazione e l'informazione.
Ha posto un accento particolare sull'importanza di iniziare questo percorso educativo e di sensibilizzazione dai più giovani, coinvolgendo attivamente le scuole. Il murales, con la sua forte carica simbolica e la sua visibilità nel contesto universitario di Padova, è stato presentato come uno strumento potente e innovativo, capace di catturare l'attenzione pubblica e di stimolare una riflessione profonda e collettiva sul dramma delle vittime del lavoro, trasformando l'arte in un veicolo di consapevolezza sociale.
L'appello per un rinnovato confronto sulla sicurezza
Il momento più incisivo e atteso dell'intervento di Bombardieri ha riguardato il rapporto e il dialogo con l'esecutivo nazionale in merito alla sicurezza sul lavoro.
Il leader sindacale ha denunciato con chiarezza che "da troppo tempo" non si affronta in modo serio e costruttivo questa materia fondamentale con il governo, lanciando un appello per un'immediata riapertura di un tavolo di confronto. Per il segretario generale della Uil, le misure e gli interventi già adottati in passato, pur avendo una loro utilità e funzione, si sono dimostrati insufficienti e non bastano a risolvere la complessità e la gravità della questione. Bombardieri ha inoltre ribadito con forza un principio etico e sociale inalienabile: la tutela della vita umana deve sempre e comunque prevalere sul mero profitto e sulle logiche economiche. Ha evidenziato, con preoccupazione, come questo principio fondamentale venga purtroppo spesso disatteso o messo in secondo piano in determinate situazioni e dinamiche che caratterizzano il mondo delle attività produttive, generando rischi inaccettabili per i lavoratori.
Proseguendo nel suo intervento, Bombardieri ha individuato e criticato specifici meccanismi che contribuiscono ad aumentare i pericoli per i lavoratori. Tra questi, ha citato esplicitamente gli appalti a cascata e le gare al massimo ribasso. Secondo il segretario della Uil, in contesti come questi, i rischi intrinseci per la sicurezza non sono più semplici eventualità, ma si trasformano in una vera e propria certezza, rendendo tali pratiche non solo dannose ma anche moralmente insostenibili. Per questo motivo, ha avanzato una richiesta perentoria: l'eliminazione definitiva di tali meccanismi perversi. A corollario di questa istanza, ha proposto anche che venga impedita l'assegnazione di nuovi appalti a tutte quelle aziende che abbiano già dimostrato di aver violato le norme vigenti in materia di sicurezza.
L'intera argomentazione relativa agli appalti è stata presentata come parte integrante di una strategia più ampia e necessaria per rafforzare in maniera incisiva tutti gli strumenti di contrasto alle violazioni che, direttamente o indirettamente, possono compromettere gravemente la tutela e l'incolumità fisica e morale dei lavoratori, garantendo un ambiente di lavoro più sicuro e rispettoso della dignità umana.