Il Consiglio regionale del Veneto ha formalmente approvato, durante la seduta tenutasi a Venezia il 15 settembre 2026, la sospensione per un anno del blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 5. Questa significativa decisione comporta il posticipo della limitazione, che era inizialmente prevista per l'1 ottobre 2026, alla nuova data dell'1 ottobre 2027. Il provvedimento ha ottenuto un'ampia maggioranza, registrando 32 voti favorevoli, due contrari e 11 astensioni, a testimonianza di un dibattito approfondito e della complessità della materia trattata.

La sospensione di tale divieto non rappresenta una mera proroga, bensì è inscindibilmente legata all'adozione di un pacchetto di misure compensative. Queste iniziative sono state attentamente individuate e ritenute idonee a garantire il raggiungimento di livelli di riduzione delle emissioni inquinanti che siano pienamente coerenti con i vincoli stringenti dell'ordinamento dell'Unione europea. Il punto focale di questa delibera risiede, pertanto, nello spostamento della decorrenza del divieto e nel contestuale impegno della Regione a implementare interventi alternativi mirati a un tangibile miglioramento della qualità dell'aria sul territorio.

Le misure compensative regionali per la qualità dell'aria

Tra gli interventi strategici delineati dalla Regione, figurano diverse azioni concrete e mirate. È stata stabilita la fissazione di un tetto massimo alle temperature del riscaldamento negli uffici e negli esercizi commerciali, una mossa volta a contenere significativamente i consumi energetici e, di conseguenza, le emissioni atmosferiche. Si sta inoltre valutando la possibilità di agevolare l'adozione dello smart working per specifiche categorie di dipendenti pubblici, con l'obiettivo di ridurre il traffico veicolare pendolare e l'impatto ambientale. Saranno introdotte ulteriori agevolazioni per il trasporto pubblico locale, incentivandone in modo proattivo l'utilizzo da parte dei cittadini, e verranno promossi nuovi eco-incentivi per stimolare l'acquisto di veicoli a basso impatto ambientale e favorire una mobilità più sostenibile.

Tutte queste misure sono state concepite per affiancare la sospensione del blocco e costituiscono un insieme articolato di strumenti alternativi alla limitazione diretta della circolazione dei veicoli.

Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha motivato la decisione ponendo un forte accento sull'impatto economico e sociale che il blocco avrebbe avuto sui cittadini. Nel suo commento, ha categoricamente sottolineato come “La tutela dell'ambiente sia indubbiamente una priorità inderogabile, ma la transizione ecologica non può e non deve gravare esclusivamente sulle spalle dei cittadini”. Stefani ha poi richiamato l'importanza vitale dell'uso quotidiano dell'auto per le esigenze lavorative, per accompagnare i figli a scuola, per assistere un familiare o per mandare avanti un'attività economica, ribadendo con forza che “La sostenibilità deve essere anche economica e sociale”, al fine di garantire un equilibrio equo tra le impellenti esigenze ambientali e quelle fondamentali della comunità.

Il contesto delle limitazioni nel bacino padano

Il provvedimento di blocco per i diesel Euro 5 si inserisce in un più ampio e complesso contesto di regolamentazione della qualità dell'aria che interessa l'intero bacino padano, un'area caratterizzata da applicazioni e tempistiche differenziate tra le diverse Regioni coinvolte. La normativa di riferimento per questo specifico settore aveva già previsto un precedente rinvio di un anno dello stop, che era stato inizialmente fissato al 1° ottobre 2025. L'applicazione di tali limitazioni è prioritariamente rivolta ai centri abitati con una popolazione superiore ai 100 mila abitanti, a condizione che tali comuni siano dotati di un adeguato servizio di trasporto pubblico locale e che si trovino in zone con superamenti accertati dei limiti di PM10 o biossido di azoto, elementi critici per la salute pubblica.

Le limitazioni riguardano specificamente le autovetture diesel Euro 5 e, in base ai calendari e alle modalità