Succede di tutto in Messico, tra bandiere rosse e safety car ma davanti a tutti spunta il solito Max Verstappen. Ferrari spreca e finisce dietro, Mercedes vola ma Russell non decolla e chiude solo quinto.
Hamilton - Leclerc ancora scintille
Pronti via e le due Ferrari si trovano davanti a tutti in curva 1. Leclerc parte bene ma Hamilton tiene il primo posto, o almeno fino a curva 4. Il monegasco tenta di entrare all'esterno ma allunga troppo la staccata e taglia la curva ritrovandosi in testa mentre, l'inglese, segue la traiettoria per chiudere il compagno di scuderia andando però a perdere la posizione su Verstappen.
Il sette volte campione del mondo da lì fino a fine gara non si da pace "Gli steward stanno praticamente regalando la vittoria a Charles, ne avevamo parlato durante il briefing dei piloti" proseguendo poi "Cinque secondi a Leclerc? Lui ha aria pulita e non deve gestire come noi, dovrebbe restituire la posizione". Il numero sedici non si fa riguardo di niente, spinge e si tiene 5 secondi dietro il quattro volte campione del mondo ma la fortuna, come spesso accade, gli volta le spalle prima ai box perdendo la posizione e poi alla ripartenza con un super bloccaggio che gli ha fatto perdere il podio. Lewis a fine gara, secondo posto archiviato, torna a parlare della squadra avvisando di dover confrontarsi in Ferrari per quanto successo.
Una cosa, però, è sicura: se le due rosse avessero mantenuto le posizioni senza lottare tra di loro, sarebbe stata tutt'altra gara che, nel migliore dei casi, terminava con un uno-due che a Maranello manca da tempo.
Antonelli: è tutto vero, sei campione del mondo
Spinge, gestisce e nel finale si gode la battaglia tra undici titoli mondiali. Vent'anni, ma poco contano quando sali sul tetto della F1. Settantatré anni dopo Ascari, l'ultimo italiano a trionfare nella classe regina, Kimi sei nella storia. Gara dopo gara, ha dato fin da subito filo da torcere al compagno di scuderia, allungando poi piano piano ma la costanza ha ripagato. L'inglese numero 63 non è riuscito a trovarsi a suo agio su questa monoposto, ma non c'è tempo per le scuse: il nuovo numero uno ha avuto più fame, ha azzardato e questo è il risultato.
Seconda stagione in Formula 1, a soli vent'anni e, per di più, acclamato da chi di mondiali ne ha vinti e stravinti. Null'altro da dire se non che l'anno prossimo le aspettative saranno sicuramente alte nei suoi confronti, dovendo alzare quindi l'asticella per difendere il titolo conquistato oggi a Città del Messico.