La forza di internet consiste nella sua capacità di cambiare le nostre vite. Il web è entrato prima nelle nostre case e poi ha cominciato a guidare tutte le nostre attività, modificando radicalmente il nostro modo di gestire lavoro e rapporti. Così ora, nell’epoca dell’economia 2.0, anche il nostro modo di condividere gli oggetti sta per subire un grosso cambiamento.
Il fenomeno dell’economia condivisa, cioè i il noleggio di oggetti di consumo tramite internet, è ormai partito e il web appare proprio il suo principale canale di diffusione. Il principio di condivisione degli oggetti “reali” che si sta diffondendo soprattutto negli Usa, infatti è strettamente legato alla modalità di condivisione dei contenuti tramite internet.
La rete web ha influenzato molto il nostro rapporto con la proprietà, tanto che mentre prima si condividevano solo contenuti “virtuali”, ora la condivisione è uscita nel mondo reale e riguarda beni e servizi di uso quotidiano.
Negli Stati Uniti, la shared economy è già un’abitudine quotidiana: gratis, a pagamento, o attraverso un sistema di baratto basato sullo scambio di bonus, si condividono numerosi oggetti tra cui anche auto e barche. Ma non è tutto qui. Il fenomeno della condivisone attraverso internet si sta allargando anche ai servizi, per cui stanno nascendo siti in cui è possibile condividere una segretaria, una baby sitter o una cuoca.
Negli Usa il fenomeno dello sharing è già una realtà diffusa e per gli economisti si parla di un mercato che varrebbe già oggi 110 miliardi di dollari.
Alberto Calvo, partner di Value Partners, che sta studiando le potenzialità del fenomeno e i suoi effetti sui consumi e l’industria ha individuato che “l’uso condiviso” sta cambiando notevolmente il mondo dei consumi, per cui ci si aspetta che, con la maggiore diffusione e abitudine all’utilizzo di internet anche in Europa, ci sarà un’enorme crescita dell’economia condivisa anche nel Vecchio Continente con trasformazioni notevoli che riguarderanno anche il mondo dell’industria. Il noleggio di beni e servizi prevede non solo un cambio dell’idea di proprietà, ma anche un diverso modo di produrli e di utilizzarli.