Forse anche grazie ad un programma televisivo che si chiama appunto “Tutti pazzi per la spesa” abbiamo visto come in America grazie all’utilizzo dei coupons sia possibile ottenere sconti davvero vantaggiosi sulla spesa.

Addirittura una casalinga del Massachusetts ha fatto una fortuna creando un sito internet e scrivendo un libro intitolato” How to Shop for Free”, in cui spiega appunto come  fare la spesa gratis, utilizzando i coupons e stando sempre attenti alle offerte e alle promozioni sui vari prodotti.

L’utilizzo dei coupons che si  trovano nelle riviste è molto in voga negli Stati Uniti, tra l’altro questi coupons possono essere cumulati in modo da poter ottenere il massimo dello sconto.

Nel programma televisivo che ho citato, appunto si vedono famiglie che fanno una spesa enorme spendendo pochi dollari presentandosi alla cassa con decine e decine di coupons. Ovvio che questo fenomeno ha suscitato curiosità anche nei consumatori italiani i quali si chiedono perché un sistema del genere non viene adottato anche qui da noi. Di sicuro anche in Italia come in America sarebbero davvero tanti quelli che si metterebbero a ”caccia” di coupons per poter ottenere sconti favolosi!

C’è da dire che in Italia  a differenza degli Usa i buoni sconto o coupons non sono cumulabili, cosa che ha scatenato le ire e le invidie di molti consumatori nostrani i quali vorrebbero volentieri emulare i protagonisti del programma televisivo per portarsi a casa centinaia di prodotti semplicemente accumulando dei coupons.

Hanno commentato il fenomeno anche grandi esperti di category management, dicendosi convinti è necessario tenere presente che il sistema commerciale americano è totalmente differente da quello italiano.

Non soltanto in America lo sconto è cumulabile mentre da noi no, o che siano differenti le strategie di mercato ma che il vero problema è legato ad una certa impostazione del settore ed anche agli stessi consumatori.

Inoltre c’è da considerare che Italia l’utilizzo dei coupons ha una redemption abbastanza bassa infatti su 100 consumatori a cui viene dato solo una decina lo riporta al supermercato. Quindi forse la volontà di esportare anche qui nel nostro paese questo sistema non è da imputare solo ai canali della grande distribuzione ma bisognerebbe considerare tanti altri fattori, come quelli sociali, culturali, di target e forse si capisce il perché della difficoltà di utilizzare anche in Italia questo sistema.

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