La Corte di Cassazione ha annullato la condanna al giornalista e saggista Carlo Ruta per stampa clandestina, condanna emessa dal Tribunale di Modica e confermata dalla Corte d'Appello di Catania per la pubblicazione di "Accadde in Sicilia", giornale online. Ecco in sintesi le motivazioni della sentenza, da poco pubblicate: i giornali web non hanno l'obbligo di registrarsi in Tribunale perché non sono presenti "le due condizioni ritenute essenziali ai fini della sussistenza del prodotto stampa come definito dall'art.

1 L. 47/1948 ed ossia: a) un'attività di riproduzione tipografica; b) la destinazione alla pubblicazione del risultato di tale attività". La registrazione, afferma sempre la sentenza, è necessaria esclusivamente se il giornale telematico intenda avvalersi dei finanziamenti pubblici per l'editoria. Ciò è stato spiegato anche in una nota di Giovanna Corradini, compagna e assistente di Carlo Ruta.

L'interpretazione della legge della sentenza in questione si può ben immaginare che avrà grandi conseguenze relativamente all'informazione.

Viene infatti esplicitamente riconosciuta la funzione informativa di Internet, senza però imbrigliare il web con le vecchie norme sulla stampa. Ecco come Ruta si è espresso in proposito: "In tanti hanno ribadito nel maggio scorso che si tratta di una sentenza storica. E credo che tanto più lo si possa dire dopo la lettura delle motivazioni. Questo atto della Corte di Cassazione, conciso e lineare, può avere un peso non indifferente sul dibattito in corso nel paese.

Di certo susciterà sconcerto negli ambienti che mirano a limitare la libertà sul web, perché è difficile che ne sfuggano le implicazioni. Concretamente, si tratta di una vittoria della democrazia. Tuttavia, come si è detto coralmente negli ultimi mesi, è necessario difendere e consolidare i risultati che vanno ottenendosi, ed è importante che il nocciolo di questa sentenza, radicalmente democratico, si traduca prima possibile in una legge effettiva dello Stato".

L'avvocato che ha difeso Ruta in Cassazione è Giuseppe Arnone, che così si è espresso: "Questa sentenza, motivata con chiarezza ed essenzialità, è un fatto di portata straordinaria. L'impostazione testuale conferma che abbiamo ottenuto un risultato enorme per la libertà d'informazione, che è un cardine della democrazia. Grazie a questa deliberazione della Corte, che accoglie in pieno i miei argomenti, siamo oggi più liberi e Internet è riconosciuto come strumento fondamentale per un esercizio maturo dei diritti d'informazione e di espressione. Come cassazionista provo per tutto ciò una grande soddisfazione e sono orgoglioso di aver contribuito a questo risultato".

La condanna di Ruta aveva suscitato proteste e malumori nel web, ma la sentenza (datata 10 maggio scorso) della III Sezione penale della Corte di Cassazione che ha assolto con formula piena Carlo Ruta farà certamente giurisprudenza.

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