Sono passate appena 24 ore dalla nomina al soglio pontificio di Jorge Mario Bergoglio e già è riuscito a dare numerosi segnali chiari e inequivocabili di un cambiamento che promette di essere netto e radicale. La sua condotta in questa sua prima giornata da Pontefice sembra perfettamente in linea con la scelta del nome Francesco, che implicherebbe scelte di umiltà e povertà.


Il primo segno viene dalla stanza delle Lacrime, dove Papa Francesco ha abbandonato la talare rossa da cardinale per indossare la veste bianca da Pontefice ma ha rifiutato di indossare, sopra la veste bianca, la mozzetta di velluto rosso bordata di ermellino e la croce d'oro, liquidando le insistenze del Maestro delle Celebrazioni liturgiche, monsignor Guido Marini, con un deciso "Questa la mette lei, io mi tengo questa, la croce di quando sono divenuto vescovo", una croce di ferro che porta incisa la raffigurazione del buon pastore con in spalla la pecorella smarrita e alle spalle il suo gregge. E certamente non è passato inosservato il fatto che si sia presentato in pubblico senza indossare le lussuose scarpe rosse che eravamo soliti vedere ai piedi dei suoi predecessori.


Altro gesto inequivocabile lo compie all'interno della Cappella Sistina subito dopo l'elezione quando, invece di sedere sul seggio che era stato preparato davanti all'altare, riceve in piedi l'omaggio da parte dei cardinali. Ancora ieri sera, dopo l'elezione, decide di tornare alla Domus Santa Marta in autobus insieme ai cardinali elettori. E in seguito sceglie di alleggerire la scorta della Polizia di Stato italiana, riducendola a una sola automobile, una Ford. Sulla stessa linea il rifiuto di utilizzare l'auto papale, una Scv 001, con la richiesta che gli venga messa a disposizione un'auto meno lussuosa.

Questa mattina si reca presso la Basilica di Santa Maria Maggiore per ringraziare la Madonna e chiede che la Basilica venga lasciata aperta, affinché possa pregare da pellegrino fra i pellegrini, ma deve accontentarsi di una visita privata. Così come è risultata vana la sua protesta contro le misure di sicurezza troppo rigide, affermando "Non mi servono le guardie, non sono un indifeso".