Il primo maggio si celebra in Italia ein molti paesi del mondo la Festa del Lavoro ma quest'anno vi è benpoco da festeggiare.
I dati sulla disoccupazione diffusidall'ISTAT e relativi al mese di febbraio sono allarmanti: ilfenomeno coinvolge ormai quasi 3 milioni di persone, oltrequattrocentomila in più rispetto allo stesso periodo dello scorsoanno e in termini percentuali coinvolge quasi il 12% dellapopolazione attiva.
A questi bisogna aggiungere un numeropari di persone che pur essendo disposte a lavorare hanno ormairinunciato a ricercare attivamente un'occupazione, scoraggiate dallemancate risposte, dai rifiuti più o meno cortesi, dai "le faremosapere".
In totale sono quindi circa sei milioninel nostro paese le persone che cercano o hanno cercato lavoro e chesarebbero disposte a lavorare se un lavoro gli fosse offerto.
Un altro dato allarmante è quello della cassa integrazione in deroga che negli ultimi anni ècresciuta in modo esponenziale; basti pensare che nel 2008 le oreautorizzate erano state 28 milioni e nel 2012 773 milioni, quasitrenta volte tanto, di conseguenza è lievitata la spesa per gliammortizzatori sociali che nel 2012 ha toccato i 2,4 miliardi dieuro.
E' nel 2013 dovrebbe raggiungere eforse superare i 3 miliardi ma al momento la copertura stanziata èsolo di un miliardo. Pertanto altri trecentomila lavoratoripotrebbero trovarsi presto senza reddito.
Sempre l'ISTAT stima che un milione difamiglie non abbia alcun componente che percepisca un reddito dalavoro. Ma d'altronde basta fare un giro per le città pervedere dovunque serrande abbassate e capannoni vuoti.
Altrove non va meglio, in Spagna sistima che perdurando l'attuale andamento nel giro di due anni sipotrebbe registrare la perdita di altri 3 milioni di posti di lavoro,portando l'ammontare complessivo dei disoccupati a 7 milioni.