Nel laboratorio politico siciliano continuano ad affiorare le contraddizioni. L'unica chiarezza è quella di Articolo 1 Mdp, che, in forma netta e senza indugi, ha espresso di sostenere Claudio Fava a candidato per la Regione Sicilia. Decisione che offre agli elettori la linea che intende seguire la giovane formazione politica. Altrettanto netta, anche se con qualche polemica interna, la posizione del centrodestra, col candidato Nello Musumeci, e del M5S, con Giancarlo Cancellieri. Con la rinuncia di Crocetta alla candidatura, a seguito di accordi col segretario PD, viene confermata come definitiva quella di Fabrizio Micari.

Contrariamente alle previsioni, quest'ultima non raccoglie l'adesione dell'intero arco del centrosinistra. Si aspetta di capire il pensiero di Giuliano Pisapia, se seguirà Micari con Alfano, come chiedono molti del suo movimento, oppure la sinistra con Claudio Fava: questa decisione chiarirà il quadro politico nazionale italiano, anche per il futuro.

Gli elettori chiedono spiegazioni

Non entriamo nel merito delle scelte effettuate dai partiti, ma nella sostanza della linea politica. Il Movimento 'Campo Progressista' è sempre stato molto chiaro nelle dichiarazioni del recente passato, dichiarandosi alternativo al PD e, al tempo stesso, di voler costruire un nuovo centrosinistra allargato, per creare le condizioni di governare il paese, anche con il PD.

Pisapia inoltre sostiene che non farà mai parte di un eventuale 'listone PD' e ritiene incompatibili alleanze fra partiti che abbiano visioni opposte della società. Attendiamo quindi un chiarimento e una conferma del pensiero politico di Campo Progressista, più volte chiaramente espresso. Gli scenari possibili, in Sicilia, stando ai recenti sondaggi sulle elezioni regionali, ci danno un testa a testa tra il M5S e Centrodestra, a cui segue il PD e, distaccato, Claudio Fava e altri.

Manca ancora molto tempo al voto e la situazione è suscettibile di variazioni.

I tasselli del mosaico

Gli apparentamenti sperimentati in Sicilia, come prevedono gli esperti di politica, si riproporranno a livello nazionale. I risultati diranno se i tasselli sono stati posizionati al posto giusto. In parallelo, i partiti, a Roma, sono impegnati a mettere a punto la nuova legge elettorale, che dovrebbe essere approvata prime delle elezioni politiche.

L'approvazione non è scontata, perché ogni partito la vorrebbe a suo uso e consumo: cosa impossibile. Nel dibattito in corso si parla molto di voti, coalizioni, ma manca l'argomento principale che è rappresentato dai necessari programmi di sviluppo, perché l'Italia imbocchi la strada del benessere e della sicurezza sociale. I recenti miglioramenti della nostra economia sono importanti, ma non sufficienti per dare certezze per il futuro. Alla politica manca il coraggio di proporre programmi di sviluppo, anche impopolari, ma necessari per intraprendere il vero sviluppo, e prepararci alla nuova sfida che ci arriva da 'INTERNET' a cui dobbiamo essere preparati. La formazione professionale giocherà un ruolo molto importante per il lavoro futuro che, a differenza di quello che sostengono molti politici, non diminuirà i posti di lavoro, ma li aumenterà con nuove e numerose specializzazioni.

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