Quando sento parlare ragazzi della mia età riguardo al tema fascismo, molto spesso, preferirei sentirli parlare di calcio. Il populismo e il sentito dire vige tra i giovani, quelle classiche frasi sopracitate, spesso pronunciate dai nostri nonni o bisnonni.Quella sensazione nostalgica mista a rimpianto, come se tutto ciò che per il Ventennio abbiamo subito non fosse poi così male..."D'altronde la politica di oggi non è meglio" direbbe qualcuno.

Ok, vediamo perché molti sostengono ancora il Duce e proviamo a smontare queste dicerie.

La pensione

il tema pensioni è il cavallo di battaglia dei nuovi fascisti, tante volte abbiamo ascoltato qualche "aspirante balilla" parlare di questo sussidio, privilegio concesso dal regime. Ecco, la realtà è un po' diversa, consultando il sito dell'Inps è possibile notare che la previdenza sociale nasce già nel 1898, in quell'anno infatti, nasce la Cassa Nazionale di previdenza per l'invalidità e la vecchiaia degli operai.

Una vera e propria "assicurazione volontaria". La stessa era incoraggiata dallo Stato, sostenuta dagli imprenditori e dal lavoro degli operai.

Nel 1919, l'iscrizione alla Cassa divenne obbligatoria e interessò circa 12 milioni di lavoratori. Il regime, dopo vent'anni, decise di promuovere varie misure di previdenza tra cui le assicurazioni contro la disoccupazione, gli assegni familiari e la pensione di reversibilità. La stessa pensione, però, sarà istituita solo nel 1969, ovvero 24 anni dalla morte di Benito mussolini e del suo regime totalitario.

La tredicesima

Un'altra bufala è sicuramente quella della tredicesima, stipendio "regalato" dal regime e dalla generosità del Duce. Ecco, anche in questo caso, la storia è ben diversa.Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro del 1937 introduce effettivamente una gratifica natalizia. La stessa, però, è prevista solo agli impiegati nel settore dell'industria;

Non fu quindi concessa agli operai dello stesso settore, che anzi si videro aumentare drasticamente le ore lavorative da dieci a dodici, con straordinari non rifiutabili e ovviamente non retribuiti.

La tredicesima che tutti noi conosciamo sarà effettivamente estesa a tutti i lavoratori solo il 27 ottobre del 1946, nel periodo post – fascista, a dimostrazione dell'ennesima falsità che spesso viene citata da qualche nuovo movimento di estrema destra.

Essere fascisti non significa essere razzisti

L'ultima fandonia che sveleremo oggi è questa: fascismo non è uguale a razzismo...Beh, la storia racconta qualcosa di ben diverso.

È pur vero che in un primo momento i rapporti tra ebrei e fascisti non furono di "guerra" ma nemmeno idilliaci. Proprio Benito Mussolini nel libro "Colloqui con Mussolini" raccontò: "L'antisemitismo non esiste in Italia";

La situazione cambiò progressivamente, quando con la torsione totalitaria del partito fascista, cominciarono le prime persecuzioni. Sembra, infatti, che il famoso e devastante "Manifesto della razza" fu scritto dallo stesso Mussolini e che quindi le leggi razziali non furono introdotte per imposizione tedesca, né per volere di Adolf Hitler.

Quindi, chiedere ad oggi il ritorno del fascismo vorrebbe dire solo una cosa: non essere liberi.

Liberi di muoversi, liberi di scrivere, liberi di pensare e votare...Insomma liberi di vivere.

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