Resident Evil è un brand che, storicamente, ha sempre offerto al suo pubblico qualità e paura. Capcom, con il lancio del remake di questo titolo che ha debuttato su PlayStation nel 1996, sembra aver colto nuovamente nel segno. Dopo aver stimolato la curiosità degli appassionati con una demo di 30 minuti, in questi giorni è arrivato per PS4 e Xbox One il nuovo videogame che, per molti, viene già considerato come il migliore della saga.

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Un'attesa giustificata

In questi mesi, l'attesa per il remake di Resident Evil 2 è stata spasmodica. Del resto, Capcom ha contribuito a catalizzare le attenzioni su questo progetto, puntando innanzitutto sulla componente "action" e su un aumento del numero di zombie per avvicinarlo maggiormente alla pellicola cinematografica.

Com'è accaduto negli anni '90, anche in questo caso il videogame presenta una nuova protagonista ed una storia inedita. Una scelta indubbiamente rischiosa che, però, ha dato i suoi frutti.

Recensione Resident Evil 2, remake PS4: grafica e ambientazioni decisamente positive
Recensione Resident Evil 2, remake PS4: grafica e ambientazioni decisamente positive

Claire Redfield (il nuovo personaggio principale) si dirige in moto a Raccoon City per trovare il fratello Chris di cui non riceve lettere da diversi mesi. Leon S. Kennedy è una recluta del Raccoon Police Department che, vista la crescente emergenza di strane aggressioni nei confini cittadini, ha deciso di rinforzare il proprio organico. I destini dei due giovani si intrecceranno inevitabilmente e procederanno insieme fino alla fine per scoprire da cosa sono causati gli agghiaccianti avvenimenti che hanno sconvolto la città.

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"Nei pressi di Raccoon City si verificò un grave incidente: in seguito si scoprì che il disastro era stato causato dal virus-T, un'arma biologica creata dalla Umbrella Inc. L'unità speciale S.T.A.R.S. cominciò le indagini. Il caso venne risolto grazie agli sforzi di Redfield e Valentine. Ma gli esperimenti della Umbrella Corporation continuavano". Questo lo storico incipit del videogioco.

Pro e contro del remake di Resident Evil 2

Comparto sonoro realizzato in maniera ottima: l'effettistica è decisamente dettagliata; dai suoi delle armi ai lamenti dei non-morti, fino al doppiaggio totalmente in italiano.

Convincente anche la colonna sonora che mette in evidenza le fasi maggiormente ricche di pathos e suspense che caratterizzano l'angosciante atmosfera della stazione di polizia, oppure le sequenze più adrenaliniche come, ad esempio, quelle delle concitate fasi finali.

La grafica e le ambientazioni sono promosse a pieni voti e superiori rispetto ad altri giochi. Sicuramente Resident Evil 2 è un titolo conosciuto da molti, con il quale però in pochi avranno il coraggio di cimentarsi.

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In conclusione, Il seguito vero di Resident Evil è stato così bramato, da essere letteralmente divorato appena uscito. E una volta finito la gente ne avrebbe voluto ancora, perché di bei giochi non si è mai sazi. La prosecuzione ideale di un titolo storico, che raggiunge alcuni dei picchi più elevati dell'intera serie, in cui non mancheranno i colpi di scena e alcune aggiunte fatte apposta per questo remake che ben Capcom ha realizzato con cura. Di contro ci troviamo di fronte al solito remake che ben strutturato con qualche novità che offre una storia già vista e rivista, se ne avete l’opportunità, riprendete in mano questo capolavoro che anche come longevità non gode certo di troppe aggiunte.

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