L’8 dicembre 1991, i telespettatori italiani assistettero per la prima volta a un episodio dei Simpson insolito. All’epoca, lo show era appena esploso e veniva trasmesso in seconda serata a causa del linguaggio duro e dei contenuti poco adatti ai bambini, ma quella sera i fan videro un intro diverso, senza sigla, dove Marge avverte il pubblico che sarà una puntata spaventosa. Con una carrellata fra le lapidi del cimitero, scritte in verde acido e niente couch-gag: così iniziò il primo speciale di Halloween.

La storia era semplice: Homer, vestito da spettro, appena tornato dal giro di Dolcetto o scherzetto, decide di salire le scalette della casa sull’albero e spiare Bart e Lisa, che trascorrono la serata raccontandosi tre storie di paura.

Nella prima, la famiglia Simpson si trasferisce in una vecchia casa, costruita su un cimitero indiano e infestata da una presenza maligna. La vicenda è tratta da "Amityville Horror" e contiene numerosi riferimenti al cinema di paura, come la testa di Maggie che rotea come ne l’Esorcista o l’accetta di Shining. Nella seconda storia, la famiglia viene rapita dagli alieni, Kang e Kodos, nella loro prima apparizione: si tratta di una parodia di "To serve man", un episodio della serie degli anni ’50 e ‘60 "Ai confini della realtà" ("The twilight zone"), e i protagonisti temono di essere divorati, mentre l’intento dei rapitori era solo quello di portarli in visita nel loro pianeta. Il terzo episodio è un gradino sopra le altre, si tratta de "Il Corvo", di Edgar Allan Poe, narrato dalla voce di Homer, il compianto doppiatore Tonino Accolla, che trasmette in pochi minuti il brivido e la poesia dello scrittore statunitense.

Citazioni

Da quel momento, il grande successo rese lo special una consuetudine e dalla stagione successiva, la terza, venne rinominato “Treehouse of horror”, ovvero "la casa sull’albero dell’orrore", conosciuto in Italia come La paura fa novanta.

Gli episodi successivi, sempre autoconclusivi e non canonici, presero a piene mani ispirazione dai classici dell’horror e della fantascienza: nelle prime dieci stagioni sono state sei le storie tratte da "Ai confini della realtà" e sono innumerevoli i riferimenti a Kubrick, Douglas Adams, Cronenberg, Hitchcock, Orson Wells, ma anche a titoli come Nightmare, Terminator, Metropolis, Tron, Venerdì 13, Godzilla, Dracula, Poltergeist, Shining, King Kong, 1984.

Nello spezzone intitolato Homer³, sesto speciale andato in onda la prima volta l’8 gennaio del 1998, Homer tenta di sfuggire alla presenza delle cognate nascondendosi dietro un armadio e finendo nella terza dimensione. Il mix tra animazione classica e computer grafica è arricchito da moltissime gag disseminate nel territorio 3D, un grande piano cartesiano dove volteggiano formule matematiche e alcuni elementi del videogioco Myst.

Al termine della disavventura, Homer finisce nel nostro mondo, camminando fra le persone incredule in un vicolo, ed entra in un negozio di “torte osè”.

Gli special non erano solo un passatempo spassoso, ma anche un gioco in cui gli spettatori potevano mettere alla prova la propria cultura cinematografica: “Quel suono era lo stesso del T-1000 quando torna indietro nel tempo!”, “Maggie ha scritto redrum davanti allo specchio!”, “L’ombra di Burns ricorda quella di Nosferatu”. Queste chicche intrattengono ancora i fan dopo più di venti anni e nei gruppi Facebook a tema Simpson sono ancora un elemento di conversazione.

La 'discesa'

Come per la serie madre, anche gli special di Halloween, hanno subito - secondo molti fan - un costante appiattimento, in seguito a molti fattori su cui su Internet si discute da diversi anni, cambiamenti fra gli sceneggiatori in primis.

Le citazioni, già dopo la decima, diventano meno brillanti e si trasformano troppo spesso in semplici parodie dei film del momento, come "Mr. and Mrs. Simpson" (parodia di "Mr. And Mrs. Smith") dello special XVIII, Parodia robotica senza titolo (Trasformer) dello special XIX, "Twistlight" (Twilight) dello special XXI, "Arido a Morire" e "MoeFinger" dello special XXVII.

Certo, fra le tante puntate si possono ancora trovare alcuni spezzoni interessanti, come "Giallo Meccanico", versione simpsoniana di "Arancia meccanica" e di "Eyes wide shut", che si conclude con il regista Kubrick che decide di buttare la pellicola e rigirare il tutto. O ancora, "Ultimatum alla stupida Terra", parodia de "La Guerra dei Mondi", in cui Orson Wells trasmette il suo programma radiofonico in cui annuncia un attacco alieno e in seguito la terra viene veramente attaccata dagli alieni, fra giochi di parole e riferimenti alla guerra in Iraq.

Purtroppo però sono casi rari e, soprattutto, non riescono a strappare più di un sorriso a molti fan della serie.

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