CarloGiovanardi (Ncd) ancora una volta fa parlare di sè per le sue idee: stavolta ha equiparato pedofilia ed omosessualità in un emendamento presentato dal suopartito al cosiddetto Ddl Omofobia in discussione al Senato.

Nell'emendamento,infatti, si inserisce la pedofilia fra gli orientamenti sessuali, insieme aomosessualità, bisessualità ed eterosessualità. Firmatari della proposta dimodifica anche Bianconi, D'Ascolta, Torrisi e Chiavaroli.

Èdifficile pensare che persino Giovanardi non sappia chela pedofilia è una devianza criminale, perseguibile per legge. Ne consegue,pertanto, che la contorta ratio possa essere quella di far passare il concettoche omosessualità e bisessualità –legittimi orientamenti sessuali – sonodevianze anch'esse.

L'ipotesidi Carla Corsetti – segretario nazionale di DemocraziaAtea – è invece che sia un modo per agevolare l'ambito clericale (cui ilsenatore Giovanardi è vicino, non fosse altro che per le sue radici politiche)nel quale la pedofilia è un crimine molto diffuso.

In effetti, secondo le statistichedella Chiesa stessa ed espresse dal portavoce padre Federico Lombardi, è statoevidenziato un 10% di casi di pedofilia in senso stretto ed un 90% di casi diefebofilia (quanto possono essere importanti le sfumature, a volte…). Inpratica, un prete su venti sarebbe pedofilo secondo questi dati diffusi dalla stessa struttura ecclesiastica.

Sirammenta che lo scorso 16 gennaio il Comitato della Convenzione Onu sui dirittidell'Infanzia ha richiesto ad una delegazione della Santa Sede spiegazionisulla risposta data dalla Chiesa agli abusi sessuali compiuti dai preti suiminori nel corso del tempo.

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Papa Francesco

Questaaudizione rappresenta il culmine di un iter iniziato nel luglio 2013, allorchél'Onu aveva inviato al Vaticano un lungo elenco di richieste (circa ventipunti) tese a cercar di capire quali misure la Santa Sede avesse postoin atto per allontanare dai bambini i preti accusati di abusi sessuali, qualiistruzioni fossero state date al clero affinché le notizie di abusi venganoriferite alle Forze di Polizia dei vari Paesi, quando sia stato invece chiestodi mantenere il silenzio, che tipo di sostegno venga offerto dalla Chiesa allevittime di abuso, quale sia la politica del Vaticano in tema di risarcimenti,se i pagamenti in denaro siano mai stati collegati a richieste di silenziosugli abusi subiti, e quali le eventuali misure preventive siano mai stateprese per evitare il protrarsi delle violenze sui minori.

Il termine fissatoper rispondere a tutte queste domande era fissato allo scorso novembre.

Insomma, nonostante l'opera di make-up nella quale l'attuale papaFrancesco Bergoglio è impegnato, la Chiesa potrebbe trovarsi presto al centrodi un'attenzione mediatica ben poco gradita. Difficile che Giovanardi non nesia al corrente.
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