Le carceri italiane sono sempre più affollate e i quattro disegni di legge presentati alla Commissione Giustizia del Senato nel lontano 2013 sono praticamente bloccati; è questa la triste realtà dei nostri penitenziari. Secondo il rapporto "Galere d'Italia" i detenuti senza un posto letto sono circa 3950, mentre almeno 9 mila persone vivono in una cella di quattro metri quadrati. Nonostante, però, un decreto di legge unificato per la concessione dell'amnistia e l'indulto sembra quasi un'utopia negli ultimi giorni è arrivata una novità, ovvero la banca dati del DNA dei detenuti e molto probabilmente presto sarà a disposizione anche la "love room".

Andiamo a vedere di cosa si tratta.

La prima novità

Amnistia e Indulto saranno certamente dei temi caldi nel corso di fine anno 2016 ma, per il momento, dovremo accontentarci della banca dati del Dna dei detenuti. I prelievi sono cominciati da poco e avverranno nel rispetto della dignità e delle buone condizioni dei detenuti, mentre coloro che sono colpevoli di reati non violenti, come illeciti societari, saranno esenti dal trattamento. I profili del DNA verranno conservati per circa trenta anni e saranno cancellati solamente nel momento dell'assoluzione del detenuto. L'entrata in vigore della banca dati è stata accolta benissimo dal sindacato della polizia e questo strumento potrebbe certamente aiutare le indagini soprattutto quelle riguardanti il pericolo terrorismo, mentre per i detenuti si tratterà di un semplice prelievo di un campione di mucosa.

Il progetto love rooms

Inoltre, in attesa di un decreto di legge unificato su Amnistia e Indulto, potrebbe arrivare un'altra novità che in questo caso riguarderà totalmente i detenuti. Si tratterà della "love room", ovvero una stanza in cui le persone in carcere potranno incontrare i loro cari e dar sfogo a tutti i loro affetti e le loro passioni.

La proibizione dei rapporti sessuali, infatti, spesso incide sulla stabilità dei detenuti e l'instabilità aumenta naturalmente i momenti di tensione. Un simile progetto non potrebbe che giovare sia ai detenuti che alle condizioni delle carceri. Al momento, però, dovremo attendere ancora un po'.

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