Il Partito Democratico esce da queste elezioni con le ossa rotte. Una “sconfitta molto evidente, chiara e netta”, come è stata definita a caldo dal vicesegretario del PD, Maurizio Martina. “Abbiamo il dovere di fare una profonda autocritica nei confronti dei nostri elettori”, ha invece dichiarato a Radio Uno Emanuele Fiano, membro della segreteria PD, mentre il collega Gianni Cuperlo ha definito il risultato delle urne “un severo KO.”

Un'innegabile sconfitta, con un un dato che vale la pena di segnalare: quello del comune di Torino, peraltro con il sindaco del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino ancora in carica, dove il PD è risultato il primo partito della città con il 26,3%, contro il 23,5% del M5s.

Il Partito Democratico ha perso più di 20 punti rispetto alle europee del 2014

Nel 2014, alle elezioni europee, il PD aveva ottenuto il 40,8% dei voti, pari a 11.7 milioni di elettori, mentre oggi scende di più di venti punti, precipitando al 19%. Ipotizzare che il disastroso risultato sia dovuto alla scissione di coloro che hanno deciso di correre da soli sotto la bandiera del nuovo soggetto politico ‘Liberi e Uguali’ appare assai azzardato, poiché la dispersione dei voti è troppo ampia per essere motivata da una reazione dell’elettorato alle beghe interne del partito, considerando anche il disastroso risultato di LeU, che ha rischiato addirittura di rimanere fuori dal Parlamento, superando di poco la soglia di sbarramento del proporzionale.

A prescindere, comunque, dalle cause della debacle del PD, che sono senza dubbio più complesse di quanto possano essere riassunte in sintetiche dichiarazioni postelettorali, è interessante porsi il quesito di dove siano effettivamente finiti i voti di quel 21% in fuga dal centrosinistra.

Il 16,8% degli elettori del Pd del 2014 è passato al M5S, il 15,6% non ha votato

Secondo un’analisi riassunta in un cartello mostrato nel corso della maratona elettorale di La7 condotta da Enrico Mentana, il 50.2% degli elettori del PD ha confermato il voto al partito, il 15.6% non è andato a votare e il 34.2% ha cambiato schieramento.

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Politica

Per quanto riguarda la percentuale di elettori che ha negato il voto che in precedenza aveva dato al PD, sempre stando all’analisi mostrata da La7, il 16.8% è passato al Movimento 5 Stelle, il 3.4% alla lista +Europa di Emma Bonino, l’8.4% è passato al centrodestra e il 4% ha dato il voto a Liberi e Uguali.

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