Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso giovedì 17 gennaio i decreti attuativi della riforma pensionistica di quota 100 e del reddito di cittadinanza. Per quest'ultimo si stima che il 53% degli aventi diritto sarà del Sud mentre il restante 47% sarà del Centro-Nord.

Reddito di cittadinanza

La battaglia per il reddito di cittadinanza è giunta al termine. Il provvedimento entrerà in vigore il prossimo 1 aprile 2019 e interesserà circa 5 milioni di cittadini italiani che vivono al di sotto della soglia di povertà, per un costo di 6,7 miliardi di euro.

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Un altro miliardo inoltre servirà per potenziare i Centri per l'impiego. Il contributo mensile di 780 euro sarà caricato sul bancomat di tutti gli aventi diritto.

Per quanto riguarda i requisiti per essere beneficiari del reddito di cittadinanza, in primis sarà necessario essere cittadini italiani da almeno 10 anni, essere disoccupati o possedere un reddito inferiore alla soglia di povertà, oppure appartenere ad un nucleo familiare con un reddito Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) al di sotto di 9.360 euro.

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In più tutti gli aventi diritto, per essere tali, dovranno dimostrare di essere iscritti ai Centri per l'impiego.

Il reddito di cittadinanza durerà massimo 3 anni, in cui nel primo anno si riceverà un'offerta di lavoro che non supererà il raggio di 100km. Nel caso in cui si rifiutasse la prima offerta, la seconda sarà limitata ad un raggio di 250km mentre la terza potrà arrivare da ogni parte d'Italia.

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Superati i 18 mesi, tutte e tre le offerte potranno arrivare da tutto il territorio nazionale. Solo le famiglie in cui ci sono persone con disabilità riceveranno offerte di lavoro entro i 250km.

Quota 100

La nuova riforma pensionistica permetterà di andare in pensione al raggiungimento dei 62 anni di età anagrafica e 38 anni di contributi versati. La misura entrerà in vigore l'1 aprile 2019. I requisiti tuttavia dovranno essere stati maturati entro il 31 dicembre 2018.

Per tutti gli altri invece la finestra mobile per presentare la richiesta di pensionamento sarà disponibile dopo tre mesi dalla data di conseguimento dei requisiti.

All'interno del decreto è presente anche la cosiddetta "opzione donna", con cui si potrebbe godere di un trattamento pensionistico anticipato, calcolato su base contributiva. Coloro che ne possono usufruire sono le lavoratrici del settore privato nate entro il 31 dicembre 1959 e le dipendenti pubbliche nate entro il 31 dicembre 1960, entrambe con almeno 35 anni di contributi versati.

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