Intervistato ad Agorà su Rai3, il Ministro dell'Economia, Giovanni Tria, annuncia lo slittamento dell'attuazione del decreto famiglia, il provvedimento caro al Movimento Cinque Stelle di Luigi Di Maio. Secondo quanto riportato dal Ministro, il suddetto rinvio si è reso necessario in quanto ''non sarebbero state individuate le coperture sul miliardo avanzato dal reddito di cittadinanza''.

'E' importante ricreare un clima di fiducia'

Nel corso dell'intervista su Rai 3, Giovanni Tria, attuale Ministro dell'Economia, ha reso nota l'impossibilità, almeno per il momento, di approvare il decreto famiglia, la misura così cara a Luigi Di Maio e al suo Movimento, a causa ''delle coperture che non sono state individuate''.

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''Nella seconda parte dell'anno - ha proseguito il Ministro - potremo avere una ripresa più forte e per farlo è necessario ripristinare il clima di fiducia intorno ai programmi economici del governo''.

Per quanto attiene al tetto del 3%, Tria afferma che ''è importante ripristinare e ricreare il clima di fiducia intorno ai programmi economici del governo''. Poi, aggiunge: ''Occorre convincere chi presta soldi allo Stato italiano a farlo a un tasso di interesse non troppo alto''.

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Quanto agli 80 euro di Renzi, saranno riassorbiti in una riforma fiscale, poiché ''risultano come spesa e non come prelievo''. Secondo il Ministro dell'Economia ''il provvedimento è stata una decisione sbagliata, è stato fatto male''.

La risposta di Luigi Di Maio

Nel frattempo, il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, nonché Vicepremier e leader del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, in collegamento con Mattino Cinque tenta di placare i bollenti spiriti, asserendo che ''non è tanto importante far approvare il decreto prima delle elezioni, dal momento che non si tratta di una trovata elettorale, quanto piuttosto della priorità di fornire un sussidio per le famiglie''.

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E aggiunge che ''se è necessario disporre di più giorni per scrivere il decreto famiglia ancora meglio, io sono a disposizione''.

Altre fonti interne al Movimento insorgono in netta opposizione nei confronti del Ministro dell'Economia, poiché le coperture, che secondo Tria non sarebbero state individuate, in realtà ''sono state certificate dal presidente Inps''. E ancora: ''E' curioso, invece, il fatto che il ministro ammetta la possibilità di fare la Flat tax, per la quale i tecnici hanno stimato coperture che superano i trenta miliardi contro il miliardo del decreto famiglia che abbiamo trovato noi stessi''.

Le misure contenute nel decreto famiglia

Il Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, facendo capo alla necessità di rilanciare la natalità, che rappresenta una delle sfide più importanti per il futuro del Paese, ha parlato di un potenziamento del bonus bebè, che passa da 80 euro a 110 euro mensili per un anno e che si amplia ai redditi Isee fino a 35mila euro, e di una detrazione al 19% su pannolini e latte in polvere, fino a un tetto massimo di 1.800 annuali per figlio.

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Plauso da parte del Vicepremier leghista, Matteo Salvini, per il quale ''Fontana sta finalmente dando risposte concrete sulla famiglia''. Distante, invece, il Partito Democratico, secondo cui l'esecutivo ''non fa altro che litigare anche su temi sacrosanti come, giustappunto, quello della famiglia''.

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