Lunedì 17 luglio è stato annunciato ufficialmente dal re marocchino il riconoscimento da parte dello stato ebraico della sovranità del Marocco sui territori del Sahara Occidentale. Si tratta di un importante segnale di avvicinamento tra i due paesi, anche a livello politico.

Sovranità riconosciuta

Nella giornata di ieri, 17 luglio 2023, il re del Marocco Muhammad VI ha annunciato che lo stato di Israele ha riconosciuto ufficialmente al paese maghrebino la sovranità sulla zona del Sahara Occidentale. L'atto è stato reso in forma scritta attraverso una lettera inviata da Israele al Palazzo Reale di Rabat.

Il territorio in questione è un'area di circa 266mila chilometri quadrati, contesa da decenni tra vari paesi e presidiata dal Fronte Polisario ((abbreviazione di Frente Popular de Liberación de Saguía el Hamra y Río de Oro) che ne richiede fortemente l'indipendenza. Il conflitto con il Marocco si era aggravato negli ultimi anni e il segnale dato da Israele potrebbe sbloccare la situazione. L'avvicinamento tra lo stato ebraico e il Marocco era già iniziato nel 2020 con gli Accordi di Abramo, promossi dagli USA e dall'ex presidente Trump. In questo modo Israele aveva normalizzato alcuni rapporti con determinati stati, come il Marocco.

Sahara Occidentale

L'ex colonia spagnola del Sahara Occidentale è stata riconosciuta come territorio non auto-governato nel 1963 dalle Nazioni Unite.

Questo status ha portato la zona ad essere contesa da Marocco e Mauritania, soprattutto dal 1975 quando la Spagna ha lasciato il posto. Infatti il controllo era stato affidato ad un'amministrazione congiunta marocchino-mauritana. Il rapporto è diventato immediatamente conflittuale e i due paesi hanno reclamato la propria sovranità sul Sahara Occidentale.

Alla contesa armata si è aggiunto il Fronte Polisario, che ha sempre richiesto l'indipendenza della zona sostenuto anche dall'Algeria. Nel 1979 la Mauritania ha abbandonato le proprie pretese ed è stato solamente nel 1991 che è stato trovato l'accordo per il totale cessate il fuoco. Le ostilità tra Marocco e Fronte Polisario, però, non si sono mai appianate del tutto.

Lo stato maghrebino aveva promesso l'istituzione di un referendum per votare sull'indipendenza, ma non è mai stato attuato. Quindi dal 2020 erano poi ricominciati gli scontri armati. Così gli USA di Trump avevano deciso di fare da mediatori, non ottenendo però nessun risultato di spicco fatta eccezione per gli Accordi di Abramo (che hanno sancito una sorta di cooperazione amichevole tra Israele e alcuni stati arabi come Emirati Arabi, Egitto, Bahrein e lo stesso Marocco).

Cosa comporta il riconoscimento della sovranità

Il riconoscimento israeliano della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale potrebbe avere un forte impatto sulla Politica Estera del Medio Oriente. Non è stata fatta ancora una dichiarazione ufficiale sull'avvenimento da parte del presidente Netanyahu.

Il ministro degli esteri dello stato ebraico, però, ha parlato positivamente del gesto affermando che «rafforzerà le relazioni tra i due paesi e tra i due popoli e contribuirà agli sforzi compiuti per espandere la cooperazione e approfondire la pace e la stabilità nella nostra regione». La monarchia marocchina ha inoltre comunicato che Israele ha già preso in considerazione l'idea di aprire un consolato a Dakhla, una delle principali città del Sahara Occidentale. Come riporta Jeune Afrique Israele ha affermato che l'atto sarà riflesso in tutti i documenti israeliani sia nazionali che internazionali. Infatti la decisione presa sarà trasmessa alle Nazioni Unite e a tutte le organizzazioni internazionali di cui Israele fa parte o con cui intrattiene relazioni diplomatiche.

La comunità internazionale è in attesa di vedere i risvolti provocati da questo riconoscimento di sovranità a favore dell'integrità territoriale marocchina. Altri 15 paesi, al contrario, si erano espressi negli anni a sostegno dell'autonomia del Sahara Occidentale come Germania, Spagna, Svizzera e Austria.