Il Senato ha approvato il disegno di legge sulla caccia (Ddl S.1552) con 80 voti favorevoli, 56 contrari e 2 astenuti. Il provvedimento, a prima firma del capogruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan e sostenuto dalla maggioranza, modifica la normativa vigente del 1992. Il testo passa ora alla Camera dei deputati per la prosecuzione dell’iter parlamentare.
Tra le novità, la caccia è definita attività utile alla conservazione e tutela della biodiversità e degli ecosistemi, e i cacciatori assumono la qualifica di bioregolatori. Il Ddl prevede un aumento delle specie animali cacciabili; il lupo, ad esempio, non figura più tra quelle particolarmente protette.
Vengono inoltre estese le aree di caccia consentite.
Dettagli e modifiche del Ddl S.1552
Il Ddl S.1552 interviene sulla disciplina di fauna selvatica e prelievo venatorio, modificando pianificazione regionale, uso dei richiami vivi, aziende venatorie, selezione degli ungulati e controllo della fauna. La proposta, composta da 21 articoli, ha visto l’accoglimento di sei emendamenti dei relatori il 17 e 18 giugno, ristringendo due passaggi contestati.
In particolare, l’estensione del periodo venatorio nelle aziende agri-turistico-venatorie è soggetta a divieto nazionale durante riproduzione e migrazione. L’uso dei visori è stato limitato, escludendo specie tutelate dall’Unione europea, senza autorizzazione autonoma per i silenziatori.
Il Ddl non è ancora legge. Dopo il via libera del Senato, necessita dell'approvazione della Camera e della successiva promulgazione per produrre effetti concreti.
Il dibattito e le richieste delle associazioni
Durante l’iter, Slow Food Italia ha chiesto il ritiro del disegno di legge, obiettando su gestione aree protette, calendari venatori, mezzi di puntamento, aziende private e cattura di uccelli per richiami. Nonostante gli emendamenti abbiano già ristretto alcuni punti, il dibattito resta aperto in vista della discussione alla Camera.