Il Consiglio regionale della Liguria ha sancito un passo significativo verso l'implementazione dell'autonomia differenziata, approvando a Genova, il 9 settembre 2026, lo schema definitivo d'intesa tra il Governo e la Regione. Questo provvedimento, che si fonda sull'articolo 116, terzo comma, della Costituzione, è stato ratificato al termine di una seduta consiliare dedicata, conclusasi alle ore 18:10. Il risultato della votazione ha registrato 17 voti favorevoli e 12 contrari, evidenziando il sostegno della maggioranza. Tra i voti a favore si è distinto quello del consigliere Medusei, che ha recentemente lasciato Fratelli d'Italia per aderire al Gruppo Misto, rappresentando ora Futuro Nazionale.

Le opposizioni, invece, hanno mantenuto una posizione unitaria, esprimendo voto contrario all'intesa.

L'accordo raggiunto definisce l'attribuzione di particolari condizioni di autonomia alla Regione Liguria, estendendo le sue competenze su un ventaglio di settori cruciali. Le materie coinvolte nello schema d'intesa includono la protezione civile, un ambito fondamentale per la sicurezza del territorio, le professioni, la previdenza complementare e integrativa, e la tutela della salute, con un focus specifico sul coordinamento della finanza pubblica. Questi ambiti rappresentano pilastri strategici per lo sviluppo e la gestione autonoma delle politiche regionali, in linea con i principi dell'autonomia differenziata.

Le dinamiche politiche e le dimissioni di Medusei

Il voto in Aula ha cristallizzato le posizioni politiche, con una netta divisione tra i 17 favorevoli della maggioranza e i 12 contrari delle opposizioni. Un momento saliente della giornata è stato l'annuncio del consigliere Medusei. Dopo aver votato a favore del provvedimento, in linea con la maggioranza e come esponente del Gruppo Misto per Futuro Nazionale, Medusei ha comunicato le sue dimissioni dalla carica di vicepresidente della V Commissione. Questa commissione, di rilevante importanza, è competente su controlli, verifica dell'attuazione delle leggi e pari opportunità. La decisione di Medusei è stata esplicitamente collegata al suo recente cambio di schieramento politico, un elemento che ha caratterizzato il dibattito consiliare sull'autonomia differenziata.