Il deputato di Fratelli d’Italia Antonio Baldelli è intervenuto il 16 settembre 2026, da Pesaro, per commentare l’espulsione e il rimpatrio di un cittadino tunisino, operazione eseguita il 15 settembre dalla Polizia. Baldelli ha definito l’intervento una «risposta concreta dello Stato a tutela della sicurezza dei cittadini e delle attività economiche del territorio». Il caso ha riguardato un cittadino tunisino pluripregiudicato, ritenuto di elevata pericolosità sociale e con precedenti per reati contro la persona.

Baldelli ha sottolineato il dovere di chi è accolto di rispettare le leggi.

Ha ribadito che chi delinque, usa violenza, minaccia cittadini e imprenditori o costituisce un pericolo per la collettività deve essere allontanato e rimpatriato. Il deputato ha richiamato il testo unico sull’immigrazione, gli interventi legislativi del governo Meloni e gli accordi bilaterali con la Tunisia per identificazione e riammissione. L’operazione si lega all’applicazione delle norme e alla cooperazione tra Stati.

L'operazione della Questura di Pesaro

L’espulsione è stata curata dall’Ufficio immigrazione della Questura di Pesaro. Prima dell’accompagnamento alla frontiera, sono stati ottenuti i nulla osta giudiziari e il lasciapassare delle autorità consolari tunisine. L’uomo è stato poi scortato all’aeroporto di Roma Fiumicino e imbarcato verso il Paese d’origine.

La Questura ha collegato la posizione del cittadino tunisino anche a un recente episodio di intimidazione ai danni di un ristoratore. L’episodio, avvenuto all’interno del locale dopo un diverbio, è stato ripreso dalle telecamere di videosurveglianza. La valutazione di pericolosità sociale, che ha portato all'allontanamento, si è basata su questo evento e sui suoi precedenti penali, con particolare riferimento ai reati contro la persona.

Il quadro normativo e gli accordi con la Tunisia

Baldelli ha inquadrato il rimpatrio nel sistema normativo sull’immigrazione, richiamando gli accordi bilaterali con la Tunisia per identificazione e riammissione. Ha ribadito che la sicurezza dei cittadini è un diritto fondamentale che richiede norme efficaci, cooperazione internazionale e volontà politica di applicarle. L'operazione di Pesaro è un esempio concreto di tale impegno.