Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, è intervenuto a Trieste il 23 settembre 2026, a margine del Congresso nazionale dell'Ordine degli ingegneri, per affrontare il delicato tema dei suicidi in carcere. Sisto ha dichiarato che i casi negli istituti penitenziari sono in diminuzione, ma ha subito precisato che “non basta”, poiché “certamente anche un suicidio è una sconfitta”. Questa riduzione è stata collegata all'efficacia della task force istituita per la prevenzione.
Nel suo intervento, il viceministro ha spiegato che la task force, pur producendo risultati, non è una soluzione definitiva.
Ha enfatizzato la necessità di proseguire con competenza, consapevolezza e perseveranza, escludendo soluzioni miracolose e ribadendo che la prevenzione richiede continuità.
La condizione della polizia penitenziaria e il quadro complessivo
Sisto ha ampliato la discussione alla polizia penitenziaria, evidenziando come problematiche analoghe coinvolgano sia i detenuti sia il personale. Il tema affrontato a Trieste abbraccia quindi entrambe le condizioni. La diminuzione dei suicidi è un effetto delle strategie attuate, ma il viceministro ha ribadito che il risultato, seppur positivo, non è sufficiente.
Questo riferimento alla polizia penitenziaria si lega a un quadro più ampio già delineato da Sisto.
Già il 21 agosto 2026, il viceministro aveva evidenziato un aumento degli organici della polizia penitenziaria, sostenendo che il rafforzamento del personale è cruciale per garantire maggiore sicurezza, attiva e passiva, per detenuti e struttura. In quel contesto, aveva anche menzionato gli sforzi sull'edilizia carceraria, con interventi su ambienti esistenti e nuovi spazi previsti entro il 2027.
Il piano anti-suicidi e le strategie di prevenzione
Sul fronte della prevenzione dei gesti autolesivi, Sisto ha precedentemente fatto riferimento a un piano anti-suicidi dettagliato, con istruzioni specifiche per il personale. Ha descritto questo piano come uno strumento che sta iniziando a dare i suoi frutti, citando una diminuzione percentuale dei casi. Ha inoltre aggiunto che ogni gesto autolesivo o suicidio rappresenta una sconfitta, rafforzando l'idea che l'obiettivo finale è l'eliminazione totale di tali eventi.