Ad Aosta, il 23 settembre 2026, il capogruppo dell'Union valdôtaine, Aurelio Marguerettaz, è intervenuto nel dibattito sulla gestione 2025 del Casinò di Saint-Vincent. Il fulcro del suo intervento è stata la decisa difesa della casa da gioco, presentata come un bene intrinsecamente legato all'amministrazione regionale, all'occupazione e alle attività di promozione turistica. Marguerettaz ha enfatizzato come il Casinò di Saint-Vincent rappresenti un «valore aggiunto» per l'Amministrazione regionale, richiamando l'impegno profuso per garantirne la continuità, in particolare dopo la bocciatura della prima proposta di concordato.

Durante il confronto consiliare, Marguerettaz ha espresso la sua percezione che si volesse attribuire a una specifica fase politica, con riferimento al collega Bellora e alla Giunta estiva della Lega, il merito esclusivo della permanenza in attività del Casinò. Il capogruppo dell'Union valdôtaine ha invece ricondotto la resilienza dell'azienda alle molteplici azioni intraprese nel corso degli anni per tutelare il patrimonio rappresentato dalla casa da gioco. Ha inoltre citato la relazione del presidente Testolin, evidenziando come tutti i debiti siano stati pagati, un esito che ha definito un risultato rilevante per l'azienda e per il percorso di concordato.

Un approccio sobrio e aziendale per il Casinò

Marguerettaz ha sollecitato un approccio al tema del Casinò che sia «più sobrio, più aziendale e meno orientato alla polemica politica». Ha sottolineato la natura regionale del bene e la necessità di affrontare la discussione sulla casa da gioco considerando congiuntamente il profilo occupazionale, la promozione turistica e lo sviluppo del territorio. Nel contesto del dibattito sulla gestione 2025, il capogruppo dell'Union valdôtaine ha ribadito con forza che il Casinò garantisce lavoro a centinaia di persone, rendendo la tutela dell'azienda un elemento imprescindibile nel confronto amministrativo.

La questione dei debiti pagati è stata un punto chiave richiamato da Marguerettaz per inquadrare la complessa vicenda del concordato.

Dopo la bocciatura della proposta iniziale, sono state prontamente avviate diverse azioni mirate a salvaguardare l'azienda e assicurare la prosecuzione delle sue attività. Nella ricostruzione offerta in aula, la continuità operativa del Casinò non è stata attribuita a un singolo passaggio politico, bensì a un impegno costante e prolungato nel tempo, volto a preservare questa importante realtà regionale.