Massimo D’Alema è intervenuto a Bari il 22 settembre 2026, focalizzando il suo discorso sul trattato di associazione con Israele e l'inderogabile questione del rispetto dei diritti umani. L’ex premier, attuale presidente della fondazione Italianieuropei, ha partecipato al panel intitolato Crisi globale e nuove opportunità, un appuntamento di rilievo organizzato dalla Camera di Commercio di Bari nell’ambito delle Giornate del Mezzogiorno, evento cardine della 89esima Fiera del Levante.

Nel corso del suo intervento, D’Alema ha richiamato con forza l’articolo 2 del trattato di associazione che lega l'Unione Europea a Israele.

Ha sostenuto che la piena applicazione di tale accordo è strettamente condizionata al rispetto dei diritti umani. L'ex presidente del Consiglio ha affermato esplicitamente che Benjamin Netanyahu, l'attuale leader israeliano, non rispetta tale condizione. Questa valutazione ha portato D'Alema a una chiara presa di posizione riguardo alla politica europea sul trattato, sintetizzata nella perentoria dichiarazione: “Se così non è, allora occorre la sospensione automatica” dell'accordo.

Le critiche all'Europa e la questione di Gaza

Proseguendo nella sua analisi, l’ex premier ha mosso severe accuse all’Europa, ritenendola colpevole di non applicare con coerenza i propri trattati, in particolare in relazione alla situazione israeliana.

D’Alema ha affrontato anche la drammatica questione di Gaza, denunciando il silenzio dell’Europa di fronte al massacro delle popolazioni civili e la conseguente negazione dei propri valori costitutivi. Ha inquadrato questa condotta nel tema del double standard, un’espressione utilizzata per evidenziare l’applicazione di criteri differenti e incoerenti in materia di diritti umani.

Nel seguito del suo discorso, D’Alema ha collegato la problematica alla più ampia questione della credibilità dell’Occidente. Ha richiamato principi fondamentali quali la libertà, la democrazia, la coerenza e l’etica, sottolineando come questi dovrebbero essere i pilastri che le nazioni occidentali trasmettono al mondo.

Ha poi argomentato che tali principi devono essere innanzitutto rispettati internamente, prima di poter essere indicati come modello ad altri Paesi. Questo ragionamento si inserisce in una riflessione più ampia sulla crisi di forza ed economia che, a suo dire, sta affliggendo l’Occidente.

Il quadro giuridico del trattato di associazione

L’accordo euro-mediterraneo che istituisce un’associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e lo Stato di Israele, dall’altra, rappresenta un pilastro delle relazioni bilaterali. Questo importante documento è stato firmato a Bruxelles il 20 novembre 1995. La sua entrata in vigore è avvenuta il primo giugno 2000, come ufficialmente indicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 147 del 21 giugno 2000. Il richiamo di D’Alema al trattato si inserisce, pertanto, in un quadro giuridico europeo già consolidato e definito, che regola in modo preciso i rapporti di associazione tra le parti coinvolte.