L'approvazione del disegno di legge di delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile rappresenta una svolta storica per la politica energetica italiana. È quanto ha dichiarato il senatore Gianni Rosa di Fratelli d’Italia, intervenendo da Potenza il 23 settembre 2026. Il parlamentare ha sottolineato come questo provvedimento sia cruciale per la sicurezza energetica del Paese, per il contenimento dei prezzi dell’energia per famiglie e imprese, e per il rilancio del futuro industriale italiano, promuovendo al contempo la decarbonizzazione, lo sviluppo di nuove filiere industriali e l'acquisizione di competenze qualificate.
Secondo il senatore Rosa, dati e analisi tecniche disponibili confermano pienamente la coerenza di questa misura con gli interessi nazionali. Nel suo intervento, il senatore ha richiamato le recenti dichiarazioni della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, al Nuclear Energy Summit 2026. In quell'occasione, la riduzione della quota nucleare nel continente è stata definita una “scelta strategicamente sbagliata”, un giudizio che Rosa ha collegato direttamente alla valutazione sull’abbandono del nucleare in Italia e al più ampio dibattito sul mix energetico nazionale.
Analisi e prospettive sul mix energetico
Il commento del senatore Rosa ha messo in luce anche i significativi investimenti destinati alle energie rinnovabili nell’Unione Europea, quantificati in due trilioni di euro, di cui oltre 200 miliardi specificamente in Italia.
Nonostante queste ingenti risorse, il parlamentare ha evidenziato come tali sforzi non abbiano ancora raggiunto gli obiettivi prefissati, con il mix energetico nazionale che rimane coperto per l’80% da combustibili fossili. Questa situazione, ha argomentato Rosa, dimostra la necessità di un approccio integrato.
In merito al costo dell’elettricità, il senatore ha citato gli scenari elaborati da RSE a supporto del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC). Tali proiezioni indicano costi superiori a 150 euro per megawattora quando la copertura da fonti energetiche rinnovabili raggiunge il 90%, con picchi che superano i 200 euro per megawattora oltre il 95% della domanda. Questi dati, secondo Rosa, rafforzano l'argomento a favore dell'integrazione del nucleare.
Il senatore ha ribadito che l'energia nucleare non si pone in contrapposizione alle energie rinnovabili, bensì come un complemento essenziale per il loro sviluppo e per la stabilità del sistema energetico. Ha sostenuto che questa fonte possa contribuire in modo determinante a contenere i costi, specialmente quando le rinnovabili superano il 70% della domanda energetica. A supporto di questa tesi, Rosa ha menzionato l'analisi della Joint Research Partnership Nucleare, che ha coinvolto il Politecnico di Milano e l’Associazione Italiana Nucleare.
Questa analisi attribuisce all’opzione nucleare un incremento del valore aggiunto per l’Italia superiore al 30% rispetto all'attuale mix energetico. Al contrario, uno scenario basato esclusivamente su rinnovabili intermittenti prevedrebbe un calo del 16% del valore aggiunto. Queste proiezioni sottolineano il potenziale del nucleare non solo in termini di produzione energetica, ma anche come motore di crescita economica e innovazione per il Paese.