Il governo sta valutando l'ipotesi di rimettersi all'Aula per decidere sui sub-emendamenti presentati dalle opposizioni alla legge elettorale, in particolare quelli relativi alle preferenze. Questa valutazione, emersa il 10 settembre 2026, alle 13:35, concerne le richieste di modifica avanzate sul testo della riforma elettorale e il possibile atteggiamento dell'esecutivo sulle proposte che intervengono direttamente sul meccanismo di scelta degli eletti tramite il voto di preferenza.
Il punto centrale della discussione riguarda quindi la posizione del governo rispetto alle modifiche avanzate dalle opposizioni, e non il voto finale sulla legge elettorale nel suo complesso.
Le proposte citate hanno come oggetto specifico le preferenze e si inseriscono nell'attuale esame parlamentare del testo. L'espressione rimettersi all'Aula indica che la decisione su questi sub-emendamenti verrebbe lasciata al voto dell'Assemblea, senza una posizione vincolante dell'esecutivo sulle singole richieste di modifica.
Il dibattito sulle preferenze nella riforma elettorale
Nel confronto parlamentare sulla legge elettorale, Fratelli d'Italia sta valutando alcuni emendamenti delle opposizioni. Questi emendamenti mirano a reintrodurre le preferenze pure per tutti gli eletti e a cancellare il meccanismo dei capilista bloccati. Le proposte richiamate provengono in particolare dal Partito Democratico (Pd) e portano la firma dei senatori Nicola Irto e Dario Parrini.
Il testo è attualmente all'esame dell'Assemblea di Palazzo Madama; se riceverà modifiche nella seconda lettura al Senato, tornerà nell'Aula della Camera a partire dal 28 settembre, data fissata dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
Uno dei sub-emendamenti in questione prevede che l'elettore possa esprimere fino a due preferenze, scrivendo il nome dei candidati prescelti accanto al contrassegno. In caso di espressione di una seconda preferenza, il testo stabilisce l'obbligo di indicare un candidato di sesso diverso, pena la nullità della seconda preferenza. Le proposte del Pd intervengono sull'impianto concordato in precedenza dalla maggioranza, che prevede i capilista bloccati e la possibilità di assegnare fino a tre preferenze a partire dal secondo nome in lista.
Il contesto parlamentare attuale
La valutazione del governo sui sub-emendamenti si inserisce mentre a Palazzo Madama prosegue la discussione generale sulla legge elettorale. Le opposizioni hanno presentato numerose richieste di modifica incentrate sul sistema delle preferenze, evidenziando la centralità di questo tema nel dibattito parlamentare in corso.