Il deputato e segretario della Lega in Umbria, Riccardo Augusto Marchetti, è intervenuto a Perugia il 1° settembre 2026 per commentare l’iniziativa del Comitato per la convocazione del congresso federale della vecchia Lega Nord. Nel suo discorso, tenuto alle 17:30, Marchetti ha espresso una ferma contestazione nei confronti delle dichiarazioni attribuite a Gianluca Pini, individuando una evidente contraddizione. Secondo il parlamentare, appare inconciliabile sostenere l’assenza di ambizioni politiche da parte del Comitato e, al contempo, fare riferimento alla costruzione di un vero e proprio contenitore politico in vista delle prossime elezioni.

La critica di Marchetti si lega strettamente alla natura stessa dell’iniziativa in questione, promossa da un gruppo eterogeneo composto da ex parlamentari e segretari provinciali. L’obiettivo primario di questo Comitato, come sottolineato dal deputato, sarebbe quello di ottenere il controllo della vecchia Lega Nord attraverso la convocazione del congresso federale. Marchetti ha ribadito con chiarezza il fulcro della sua obiezione, affermando che “Nelle dichiarazioni di Gianluca Pini emerge una contraddizione evidente”. Questa contestazione si concentra sulla coesistenza, all'interno delle parole di Pini, tra la negazione esplicita di finalità politiche e la prospettiva concreta di valutare un percorso di partecipazione elettorale.

Chiusura definitiva o riattivazione del simbolo?

Marchetti ha poi operato una distinzione netta tra due ipotesi che, a suo avviso, presentano finalità e implicazioni profondamente diverse. Da un lato, vi è la richiesta di un congresso finalizzato alla chiusura definitiva dell’esperienza della Lega Nord, un atto che metterebbe un punto fermo su una fase politica. Dall'altro lato, si prospetta la riattivazione di quel soggetto politico e l'utilizzo del suo simbolo per scopi prettamente politici ed elettorali. Il deputato ha formulato questa distinzione in termini inequivocabili, dichiarando: “Un conto è chiedere un congresso per chiudere definitivamente l’esperienza della Lega Nord”. In questa prospettiva, Marchetti ha sollecitato un chiarimento preciso sull'obiettivo realmente perseguito, al fine di eliminare ogni possibile ambiguità.

Nel contesto della sua analisi sul Comitato, Marchetti ha anche richiamato l’attenzione sulla posizione di Attilio Fontana, il quale avrebbe preso le distanze dall’iniziativa. Il deputato ha voluto marcare una chiara separazione tra il dibattito interno che anima la Lega attuale e l’operazione che riguarda specificamente la vecchia Lega Nord. La sua posizione si mantiene salda sulla fondamentale differenza tra l'intenzione di concludere una stagione politica e il tentativo di riaprire un contenitore storico per competere attivamente sul terreno elettorale.

La questione irrisolta dei 49 milioni di euro

Un ulteriore e significativo elemento citato da Marchetti nel suo intervento riguarda la complessa vicenda dei 49 milioni di euro, una questione che rimane indissolubilmente collegata alla Lega Nord.

Il deputato ha affermato con decisione che su questa entità politica grava ancora l'ombra di tale questione finanziaria. Marchetti ha collegato strettamente questo tema all’eventuale riattivazione o riappropriazione del contenitore della vecchia Lega Nord, suggerendo che chiunque intenda intraprendere tale percorso debba considerare attentamente anche l'eredità e le responsabilità associate a questa vicenda.