Le federazioni di Terni e Perugia di Rifondazione Comunista Umbria hanno espresso una ferma contestazione riguardo la presenza di Roberto Vannacci al forum di “Indipendenza italiana”, evento in programma a Orvieto il 18 settembre 2026. La presa di posizione del partito è stata diffusa proprio nel giorno di avvio dell’iniziativa, che vede la partecipazione di figure di spicco come Vannacci, l’ex sindaco di Roma Gianni Alemanno e altri rappresentanti della destra sovranista europea. Il forum ha preso il via la sera del 18 settembre con un concerto previsto per le ore 21 e si estenderà per tutto il fine settimana, includendo giornate di sabato e domenica ricche di incontri tematici e tavole rotonde.

L'evento culminerà con gli interventi conclusivi proprio di Alemanno e Vannacci, delineando un quadro programmatico che ha suscitato la netta opposizione del partito comunista umbro.

Il cuore del messaggio politico di Rifondazione Comunista Umbria si concentra intensamente sulla difesa dei diritti e sulla critica alle proposte attribuite al programma di “Futuro nazionale”. Attraverso una nota congiunta, le federazioni di Terni e Perugia hanno dichiarato in modo inequivocabile: “Vannacci non è il benvenuto. L'Umbria ha bisogno di diritti, non di patriarcato”. Questa affermazione sottolinea la profonda divergenza ideologica. Nel dettaglio, la nota evidenzia come il programma di “Futuro nazionale” presenterebbe una serie di proposte che, a giudizio di Rifondazione Comunista, rappresenterebbero un preoccupante ritorno al passato.

Tra queste misure, vengono esplicitamente citate l’abolizione del reato di femminicidio, la revisione o cancellazione della legge Mancino, la soppressione delle unioni civili e significative restrizioni all’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), temi che toccano profondamente la sfera dei diritti civili e sociali.

Le contestazioni al programma di Futuro nazionale e la difesa dei diritti

Proseguendo nella sua analisi critica, Rifondazione Comunista Umbria ha richiamato l’attenzione anche su altre proposte controverse, quali quelle relative alla “remigrazione” e alla difesa del cosiddetto “patriarcato mediterraneo”. Il partito ha inserito esplicitamente questi punti all'interno dello stesso quadro ideologico e politico delle misure precedentemente menzionate, relative al femminicidio, alla legge Mancino, alle unioni civili e all'interruzione volontaria di gravidanza.

La nota del partito stabilisce un chiaro collegamento tra la presenza di Roberto Vannacci a Orvieto e il dibattito complessivo sul programma politico di “Futuro nazionale”, evidenziando la posizione ferma e decisa assunta dalle federazioni umbre del PRC in merito a tali questioni.

Nel contesto di questo documento di contestazione, viene richiamata anche la figura di Stefano Valdegamberi, identificato come esponente di “Futuro nazionale”. A Valdegamberi, Rifondazione Comunista Umbria attribuisce la richiesta di bloccare i progetti promossi dalla Fondazione Giulia Cecchettin all’interno delle scuole. Questi progetti sono specificamente dedicati all’educazione al rispetto e alla prevenzione della violenza di genere, iniziative considerate fondamentali per la formazione delle nuove generazioni.

Il partito ha definito questa richiesta come un ulteriore elemento che si inserisce nel più ampio quadro politico contestato, collegandola direttamente alle altre proposte elencate nella nota e rafforzando l'idea di un disegno politico volto a minare i progressi in materia di diritti.

In conclusione della sua articolata critica, Rifondazione Comunista Umbria ha ribadito con forza la propria posizione, affermando che: “Non sono semplici provocazioni – sostiene il partito – ma un progetto politico che vuole cancellare diritti e trasformare le differenze in nemici”. Questa dichiarazione, inserita nella nota, serve a sottolineare la serietà e la portata delle proposte avanzate da “Futuro nazionale”, interpretandole non come isolate esternazioni, ma come parte integrante di una strategia politica ben definita, con l'obiettivo di ridefinire radicalmente il tessuto sociale e i principi di uguaglianza e inclusione. Il partito intende così mettere in guardia contro un'agenda che, a suo dire, minaccia i fondamenti della convivenza civile e il progresso sociale.