Il Tribunale Supremo spagnolo ha formalmente applicato la legge di amnistia a Oriol Junqueras, figura di spicco di Esquerra Republicana de Catalunya, e agli ex assessori catalani Dolors Bassa, Jordi Turull e Raul Romeva. Questa storica decisione, comunicata da Madrid il 20 ottobre 2026, revoca le inabilitazioni dai pubblici uffici che gravavano sui quattro leader politici, aprendo loro la strada per candidarsi alle imminenti elezioni del 29 novembre in Spagna. La misura interviene sulle condanne originate dal processo indipendentista catalano del 2017, un evento che ha segnato profondamente la politica spagnola e catalana.

Le inabilitazioni, che rappresentavano un ostacolo significativo alla loro partecipazione politica, erano state imposte con scadenze precise: fino al 2031 per Junqueras e fino al 2030 per Bassa, Turull e Romeva. L'ordinanza emessa dalla Sala penale della Corte Suprema accoglie integralmente la recente sentenza della Corte costituzionale. Quest'ultima aveva precedentemente accolto il ricorso presentato da Dolors Bassa, annullando di fatto le disposizioni precedenti dello stesso Tribunale Supremo. Tali disposizioni si erano mostrate contrarie all'applicazione dell'amnistia al reato di malversazione, in particolare per quanto concerneva il presunto beneficio patrimoniale personale dei condannati, un punto cruciale nel dibattito legale.

La portata della decisione della Sala penale

Con l'applicazione della legge di amnistia, la Sala penale ha ufficialmente dichiarato estinta la responsabilità penale derivante dalla sentenza del processo indipendentista catalano. Questa pronuncia non solo elimina le condanne pregresse, ma comporta anche il venir meno delle inabilitazioni che impedivano ai quattro esponenti politici di ricoprire cariche pubbliche. Un ulteriore effetto di questa decisione è la prevista cancellazione degli antecedenti penali. Questa richiesta era stata avanzata anche da altri ex assessori condannati nella medesima causa, tra cui Joaquim Forn, Meritxell Borrás, Carme Forcadell e Josep Rull, estendendo così l'impatto dell'amnistia a un gruppo più ampio di figure coinvolte.

Nel contesto del procedimento giudiziario che ha portato a queste condanne, Oriol Junqueras era stato inizialmente condannato nel 2019 a tredici anni di carcere e a un'altrettanto lunga pena di inabilitazione. Similmente, Jordi Turull, Raul Romeva e Dolors Bassa avevano ricevuto condanne a dodici anni di carcere e a dodici anni di inabilitazione. Sebbene le pene detentive fossero state successivamente mitigate tramite un indulto parziale, la questione dell'amnistia ha rivestito un'importanza fondamentale, focalizzandosi specificamente sulla possibilità di estendere la legge anche al reato di malversazione, un aspetto centrale nelle accuse mosse durante il processo indipendentista.

Il ruolo della Corte Costituzionale e le reazioni

Il Tribunale Supremo, pur dando esecuzione alla decisione della Corte costituzionale, ha espresso riserve significative. L'organo giudiziario ha infatti contestato le argomentazioni contenute nella sentenza della Corte costituzionale, evidenziando una divergenza di vedute sull'interpretazione e l'applicazione della legge di amnistia, in particolare per quanto riguarda i principi giuridici sottostanti alla revoca delle condanne per malversazione. Nonostante queste obiezioni, la decisione del Tribunale Supremo rappresenta un passo definitivo nell'applicazione dell'amnistia per i leader catalani coinvolti nel processo del 2017, con immediate ripercussioni sul panorama politico spagnolo e sulle prossime elezioni.