Il gruppo Avs è intervenuto con decisione in Consiglio Valle ad Aosta il 7 ottobre 2026, presentando un'interrogazione a risposta immediata e una risoluzione di rilievo. L'iniziativa politica si concentra sull'inchiesta della procura di Palermo, che ha coinvolto figure apicali legate a Cva, in particolare l'ex amministratore delegato e un componente del Consiglio di amministrazione di Cva Eos. Per il gruppo Avs, questo coinvolgimento della società rappresenta un "fatto negativo per l'intera Valle d'Aosta", inserendosi in un quadro più ampio che, a loro avviso, evidenzia una sistematica mancanza di indirizzo e controllo da parte di Regione e Finaosta su una società interamente pubblica, la cui gestione dovrebbe essere improntata alla massima trasparenza e responsabilità.
I consiglieri Chiara Minelli, Eugenio Torrione e Andrea Campotaro hanno sollevato una ferma contestazione nei confronti della gestione di Giuseppe Argirò. Argirò, designato dalla Giunta regionale ai vertici di Cva, è rimasto in carica e sostenuto per un periodo di cinque anni. La critica principale riguarda la linea strategica adottata, incentrata sull'acquisizione di società in diverse aree del territorio italiano. Questa politica è stata ritenuta profondamente distante dagli obiettivi originari di operare per l'autonomia energetica e la transizione ecologica della Valle d'Aosta. Nel documento politico presentato, il gruppo Avs ha richiamato specificamente i piani strategici 2023-2027 e 2025-2029, entrambi approvati durante il periodo di guida dell'ex amministratore delegato.
La Risoluzione di Avs per un Maggior Controllo
Avs ha collegato tali piani strategici a una scelta precisa: quella di orientare una parte rilevante della potenza produttiva fuori dai confini della Valle e di perseguire l'ambizione di collocare Cva tra i principali operatori nazionali nel settore energetico. Questa impostazione è stata giudicata dal gruppo come contraria alle finalità originarie della Compagnia Valdostana delle Acque, una posizione che Avs ha dichiarato di aver già espresso con chiarezza a partire dal 2023. La critica politica alla gestione è stata sinteticamente riassunta dai consiglieri con una formula evocativa: "La nave Cva è andata fuori rotta", sottolineando una deviazione dagli scopi istituzionali.
La risoluzione depositata in Consiglio Valle propone due interventi chiave e urgenti. Il primo mira alla definizione e all'implementazione di un sistema efficace di indirizzo e controllo da parte di Regione e Finaosta, essenziale per garantire la corretta gestione di una società pubblica. Il secondo richiede una revisione sostanziale del piano strategico della società, affinché sia riallineato agli interessi e alle esigenze del territorio valdostano. Il gruppo di opposizione ha attribuito alla Giunta regionale la responsabilità di non aver esercitato un adeguato controllo sull'operato di Cva e di aver, di fatto, limitato le possibilità di intervento di Finaosta. La presa di posizione di Avs rimane quindi fortemente concentrata sul rapporto tra la società pubblica, la sua proprietà regionale e la necessità di rafforzare gli strumenti di vigilanza indicati nella risoluzione.
L'Inchiesta della Procura di Palermo
L'inchiesta della procura di Palermo, che ha rappresentato il catalizzatore dell'intervento del gruppo Avs, si focalizza su presunti illeciti che coinvolgono direttamente l'ex amministratore delegato di Cva e un componente del Consiglio di amministrazione di Cva Eos. Questo contesto investigativo ha spinto il gruppo politico a sollevare interrogativi fondamentali sulla governance, la gestione e l'efficacia del controllo pubblico sulle società regionali, evidenziando la necessità di chiarezza e responsabilità.