Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha annunciato il 5 ottobre 2026 l'adozione di una linea più restrittiva per il rilascio della cittadinanza italiana agli stranieri nel territorio comunale. L'annuncio, diffuso sui canali social e poi ripreso in un comunicato del Comune, collega il procedimento alla verifica di un'effettiva integrazione culturale. Bandecchi ha specificato che questa integrazione dovrà includere la conoscenza della lingua, della storia, della geografia e dello stile di vita italiani. Il sindaco ha inoltre sottolineato il ruolo della sua firma nella fase comunale, affermando che sarà apposta "con molta più difficoltà".
Nel video citato, Bandecchi ha dichiarato: "Adotterò le leggi italiane in maniera restrittiva". Ha chiarito che, nella sua visione, non saranno sufficienti né una permanenza in Italia di dieci o venti anni, né una conoscenza parziale dell'italiano. Il sindaco ha indicato come requisiti fondamentali la conoscenza della cultura italiana, della storia degli italiani, della geografia del Paese, nonché dello stile e del modo di essere italiano. Ha specificato che Comune e Prefettura rilasciano la cittadinanza dopo un'indagine, con la sua firma come atto finale.
La nuova politica sulla cittadinanza
Un comunicato del Comune di Terni, intitolato "A Terni la cittadinanza la ottiene chi se la merita", riporta le dichiarazioni di Bandecchi sugli indirizzi operativi per la cittadinanza italiana.
Il sindaco ha ribadito l'intenzione di operare nel pieno rispetto delle disposizioni della legge italiana. Ha aggiunto, tuttavia, di ritenere politicamente necessario introdurre elementi di riflessione sul significato dell'italianità.
Nel testo istituzionale, Bandecchi ha definito la cittadinanza un traguardo di altissimo valore, sia per la storia collettiva del Paese sia per il percorso personale. Il comunicato lega l'essere italiani alla memoria storica e alle conquiste democratiche, con un richiamo esplicito alla Liberazione dal Nazifascismo. Bandecchi ha sostenuto che l'italianità non si limita alla pura adesione a tradizioni o festività, ma costituisce un patrimonio culturale, d'ingegno e di valori riconosciuti globalmente.