A Potenza, il 13 ottobre 2026, i consiglieri regionali di opposizione della Basilicata – Araneo, Bochicchio, Chiorazzo, Cifarelli, Lacorazza, Marrese, Verri e Vizziello – hanno replicato alle accuse mosse dal centrodestra. La contestazione è giunta in seguito al mancato numero legale che ha portato allo scioglimento di una seduta del Consiglio regionale della Basilicata. Al centro del dibattito, il tema delle incompatibilità e dei conflitti di interessi, indicato dalla maggioranza come motivo principale della mancata discussione.

Il centrosinistra ha categoricamente smentito l'accusa di aver voluto evitare il confronto, definendola infondata.

I consiglieri di opposizione hanno ribadito di non essersi mai sottratti a una discussione seria sulle incompatibilità, ponendo però una condizione chiara: il confronto deve riguardare tutti gli attori politici, inclusi sia i consiglieri regionali sia i componenti della Giunta. Questa posizione è emersa come risposta diretta alla ricostruzione della maggioranza, secondo cui la seduta consiliare sarebbe stata interrotta proprio nel momento in cui si sarebbe dovuto affrontare il tema della possibile incompatibilità tra incarichi privati e il ruolo di consigliere regionale.

La dinamica della seduta e l'ordine dei lavori

Le opposizioni hanno fornito una propria ricostruzione degli eventi che hanno preceduto lo scioglimento della seduta.

Hanno evidenziato come, prima dell'inizio dei lavori, fosse stata raggiunta un'intesa sull'organizzazione dell'ordine del giorno. Tale accordo prevedeva l'esame prioritario di provvedimenti cruciali per la regione, quali quelli relativi alle case popolari, al Piano degli interventi per il lavoro e al servizio civile. Tuttavia, durante la seduta, il consigliere Tataranno avrebbe avanzato la richiesta di anticipare il punto 103 dell'ordine del giorno, un'iniziativa presentata senza preavviso e senza specificare il contenuto della richiesta stessa.

Di fronte a questa inattesa modifica, le opposizioni hanno scelto di non partecipare alla votazione sull'alterazione dell'ordine dei lavori. Solo in un secondo momento, hanno dichiarato, è stato loro comunicato che il punto in questione riguardava una mozione proprio sulle incompatibilità.

La maggioranza di centrodestra, nella sua versione dei fatti, aveva precedentemente indicato la presenza in Aula di 10 consiglieri su 13 del proprio schieramento e di sette consiglieri su otto delle opposizioni, riconoscendo, seppur implicitamente, anche alcune assenze interne alla propria compagine.

Incompatibilità e la richiesta di un confronto esteso

Il centrosinistra ha fortemente collegato la questione delle incompatibilità a quella più ampia dei conflitti di interessi. Ha quindi avanzato la richiesta che la discussione non si limiti a singoli casi o aspetti specifici, ma che si configuri come un confronto esteso e onnicomprensivo. Questa posizione sottolinea la volontà delle opposizioni di affrontare il tema in maniera strutturale e non frammentaria, garantendo che ogni aspetto legato all'etica pubblica e alla trasparenza degli incarichi sia oggetto di attenta valutazione, coinvolgendo tutti i livelli della rappresentanza politica regionale.