Il capogruppo socialista in Consiglio regionale della Basilicata, Antonio Bochicchio, è intervenuto a Potenza il 1 ottobre 2026 per esprimere la sua posizione critica sulla proposta europea denominata EU Inc.. L'intervento ha collegato il dossier comunitario, incentrato su un nuovo regime societario opzionale comune, al fondamentale tema delle tutele del lavoro e della contrattazione collettiva. Bochicchio ha sottolineato con forza la necessità che le future norme definitive impediscano qualsiasi utilizzo della libertà di stabilimento che possa tradursi in una riduzione dei salari, dei diritti dei lavoratori, della contrattazione collettiva e della rappresentanza sindacale.
Il consigliere ha manifestato piena condivisione per gli obiettivi dichiarati della proposta europea, ovvero l'alleggerimento degli adempimenti burocratici per le imprese e il sostegno agli investimenti. Tuttavia, ha posto un limite invalicabile, rappresentato dalla salvaguardia delle garanzie sociali e dei diritti acquisiti. La sua dichiarazione è stata perentoria: “Semplificare la vita delle imprese e favorire gli investimenti è un obiettivo condivisibile, ma non può produrre, direttamente o indirettamente, un arretramento sul terreno dei diritti dei lavoratori, della contrattazione collettiva e della rappresentanza sindacale”. Il capogruppo socialista ha ribadito che nessuna innovazione societaria, per quanto mirata alla facilitazione economica, debba mai trasformarsi in un meccanismo di dumping sociale e contrattuale.
Garanzie esplicite nelle norme definitive
Durante il suo intervento, Bochicchio ha richiamato l'attenzione sulla posizione attribuita alla Commissione europea, la quale ha affermato che la proposta EU Inc. non intende modificare le legislazioni nazionali in materia di lavoro e protezione sociale. Per il consigliere, è di cruciale importanza che questa indicazione non rimanga una mera dichiarazione d'intenti, ma che compaia in modo inequivocabile e vincolante all'interno delle norme definitive. Tali vincoli devono essere capaci di escludere categoricamente qualsiasi possibilità di utilizzare la libertà di stabilimento per comprimere salari e diritti dei lavoratori. Il dibattito si inserisce, dunque, nella più ampia cornice della proposta di regolamento volta a introdurre un nuovo regime societario opzionale comune a livello europeo.
Nel contesto del suo discorso, sono state menzionate anche le significative preoccupazioni espresse da importanti attori sociali a livello europeo, quali la Confederazione europea dei sindacati e l'Istituto sindacale europeo. Il principale rischio evidenziato da queste organizzazioni riguarda la concreta possibilità che la libertà di scegliere lo Stato membro in cui costituire una società possa favorire indebite forme di arbitraggio normativo e sociale. Le preoccupazioni si estendono a diverse aree cruciali, includendo le garanzie sulla contrattazione collettiva, sull'informazione e la consultazione dei lavoratori, sulla rappresentanza sindacale e sulle tutele nei processi di ristrutturazione.
Bochicchio ha inoltre collegato la discussione europea alla realtà locale della Basilicata, richiamando l'attenzione su una proposta di legge sottoscritta con altri consiglieri di centrosinistra. Questa iniziativa legislativa mira alla tutela della retribuzione minima salariale nei contratti della Regione Basilicata e all'istituzione del Centro regionale di monitoraggio sugli appalti pubblici, strumenti volti a rafforzare le protezioni lavorative a livello regionale. In conclusione del suo intervento, il capogruppo socialista ha sostenuto con fermezza che la competitività europea non può e non deve basarsi su una concorrenza al ribasso tra i diversi sistemi di tutela, i salari e i diritti dei lavoratori.
Ha quindi rivolto un appello alle organizzazioni sindacali italiane e, in particolare, a quelle lucane, invitandole a mantenere alta la guardia e a continuare a far sentire la propria voce in questo dibattito cruciale per il futuro del lavoro in Europa e in Italia.