La Casa Bianca ha nuovamente escluso la CNN dal press pool, il gruppo ristretto di giornalisti incaricato di seguire da vicino il presidente Donald Trump durante i suoi spostamenti ufficiali. Questa decisione, che ha generato nuove discussioni, riguarda specificamente il viaggio presidenziale programmato per il 1 ottobre 2026. La copertura esclusa comprendeva la visita a un importante impianto di autocarri situato a Denton, in Texas, e il successivo discorso che il presidente avrebbe tenuto a Durant, in Oklahoma. Inizialmente, la CNN era stata chiaramente indicata nella rotazione dei media, un elenco diffuso dalla stessa Casa Bianca la domenica precedente l'evento, come la rete designata per accompagnare il presidente.

Tuttavia, la guida giornaliera ufficiale, pubblicata mercoledì, ha mostrato una modifica significativa: la CNN non risultava più tra le emittenti previste per la copertura televisiva del pool.

Questa recente esclusione si inserisce in un contesto di prolungato scontro sull’accesso dei media alle attività della Casa Bianca. Un precedente intervento di un giudice federale aveva già bloccato un tentativo dell’amministrazione di limitare l’accesso non solo alla CNN, ma anche ad altre importanti testate giornalistiche come MsNow e Politico. Il provvedimento giudiziario in questione aveva temporaneamente ripristinato l’accesso di queste testate ai terreni della Casa Bianca per un periodo di 14 giorni.

È importante sottolineare, però, che tale ordine non aveva affrontato in modo specifico le dinamiche relative ai viaggi a bordo dell’Air Force One o, più in generale, la complessa questione della partecipazione al press pool presidenziale, lasciando aperte interpretazioni e margini di manovra.

La rimozione dalla rotazione ufficiale

La CNN, come precedentemente stabilito, era stata inclusa nella rotazione ufficiale preparata per la trasferta presidenziale in Texas e Oklahoma. Il programma dettagliato del viaggio prevedeva, come tappe principali, la visita all'impianto di autocarri a Denton e un successivo, atteso intervento del presidente a Durant. La repentina rimozione della rete dalla copertura televisiva del pool ha avuto immediate implicazioni, comportando una modifica nell'assetto previsto per le altre emittenti.

Il press pool, infatti, opera come un meccanismo cruciale: è un gruppo selezionato di giornalisti che segue direttamente il presidente e ha il compito fondamentale di condividere tutto il materiale informativo raccolto – immagini, audio, resoconti – con tutti gli altri media accreditati, garantendo così una copertura più ampia.

Non si tratta di un episodio isolato. La CNN era già stata bloccata, nel fine settimana immediatamente precedente, da un viaggio a bordo dell’Air Force One. In quell'occasione, il presidente Trump si era recato in Tennessee per assistere a una partita di football universitario, e anche in quel caso la CNN era prevista per il servizio pool ma non le era stato consentito di partire.

Un dettaglio significativo è che, in quella specifica circostanza, nessuna rete sostitutiva era stata designata o era partita al suo posto. Emily Kuhn, portavoce ufficiale della CNN, ha prontamente confermato la rimozione della rete dalla copertura programmata, e ha scelto di rimandare alle dichiarazioni rilasciate dal legale Theodore Boutrous per ulteriori commenti e chiarimenti sulla vicenda.

Il contenzioso legale sull’accesso

Theodore Boutrous, l'avvocato che rappresenta la CNN, ha espresso una ferma condanna della decisione, definendola "una palese e inequivocabile violazione del Primo Emendamento e del giusto processo". Boutrous è il legale che rappresenta non solo la CNN, ma anche MsNow e Politico nella causa legale che le tre testate hanno intentato contro l’amministrazione.

Nell'ambito di questo procedimento, è stata avanzata una specifica richiesta al giudice distrettuale Timothy Kelly: quella di mantenere bloccate le restrizioni imposte, in attesa che il procedimento giudiziario faccia il suo corso e si arrivi a una risoluzione definitiva.