Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha rilasciato una dichiarazione da Trieste il 13 ottobre 2026, commentando l'approvazione della revisione dello Statuto del Friuli Venezia Giulia in Consiglio dei ministri nella stessa giornata. Il ministro ha collegato questa revisione al più ampio percorso sulle autonomie regionali e alle peculiarità dei territori a statuto speciale, richiamando anche il lavoro svolto per lo Statuto del Trentino Alto Adige.
Ciriani ha sottolineato come la riforma dello Statuto del Friuli Venezia Giulia, definita la sua regione, si inserisca nella medesima direzione del processo avviato per il Trentino Alto Adige.
Nel suo intervento, il ministro ha evidenziato la revisione come un chiaro segnale dell'attenzione che l'esecutivo riserva alle autonomie e alle loro specifiche peculiarità.
Il focus sulla revisione statutaria
La dichiarazione del 13 ottobre 2026 inquadra l'approvazione come un passo fondamentale nel percorso di aggiornamento dello Statuto speciale del Friuli Venezia Giulia. Ciriani ha descritto l'intervento come un primo passo verso l'aggiornamento e l'ampliamento delle competenze della Regione. Il ministro ha collegato questo sviluppo al principio secondo cui «maggiore autonomia significa maggiore responsabilità», con un riferimento specifico e rilevante alla tutela dei beni culturali.
Il richiamo ai beni culturali è stato indicato come il punto tematico centrale della revisione.
La posizione espressa dal ministro ha unito due aspetti cruciali: l'ampliamento delle competenze regionali e l'enfasi sulla responsabilità intrinsecamente legata all'autonomia. La notizia verte quindi sull'approvazione in Consiglio dei ministri della revisione dello Statuto del Friuli Venezia Giulia e sulla valutazione politico-istituzionale fornita da Ciriani in seguito al via libera.
Il contesto della discussione in Consiglio dei ministri
Il percorso di revisione era già stato avviato durante la seduta del Consiglio dei ministri del 2 ottobre 2026. La riunione si era tenuta alle 18.15 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza di Giorgia Meloni e con Alfredo Mantovano in qualità di segretario. In quell'occasione, il Consiglio aveva avviato l'esame di un disegno di legge costituzionale volto a modificare lo Statuto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia, rinviando l'approvazione definitiva a una seduta successiva.