La Farnesina si è prontamente attivata il 29 ottobre 2026 a seguito del fermo di cinque attivisti italiani in Cisgiordania, nei pressi del villaggio di Al Lubban al-Gharbiyye. I connazionali, che si trovavano con contadini palestinesi impegnati nella raccolta delle olive, sono stati fermati nell'ambito di un'operazione che, secondo le prime indicazioni, ha coinvolto anche altri cittadini stranieri. Il Ministero degli Esteri ha immediatamente richiesto il loro rilascio e si è attivato per ottenere chiarimenti urgenti dalle autorità israeliane, garantendo nel contempo la necessaria assistenza consolare.

Attualmente, i cinque sono detenuti presso una stazione di polizia, in attesa di ulteriori sviluppi.

L'Intervento Diplomatico Italiano

L'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv e il Consolato Generale d'Italia a Gerusalemme hanno intrapreso azioni immediate, interpellando le autorità israeliane per ottenere dettagli precisi sulle circostanze del fermo e le motivazioni alla base di tale provvedimento. L'azione della Farnesina si concentra su tre fronti principali: la richiesta di informazioni dettagliate, l'esortazione al rilascio immediato dei connazionali e il coordinamento delle sedi diplomatiche e consolari italiane nell'area di Al Lubban al-Gharbiyye, dove l'episodio si è verificato nel contesto della raccolta delle olive da parte di agricoltori palestinesi, un'attività tradizionale e significativa per la comunità locale.

Il Contesto della Raccolta delle Olive

Il tema della raccolta delle olive è stato già oggetto di una precedente ricostruzione giornalistica internazionale. Tale resoconto faceva riferimento a cinque attivisti italiani detenuti dalle forze israeliane in Cisgiordania mentre accompagnavano agricoltori palestinesi. In tale resoconto, il fermo era collegato alla loro presenza durante le attività agricole e a una contestazione israeliana per la presunta assenza di un'autorizzazione di sicurezza preventiva per le operazioni nell'area. La stessa ricostruzione inquadrava l'episodio nel più ampio contesto delle tensioni in Cisgiordania.