Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha emesso mandati di comparizione per un'indagine penale sulla corsa al Senato in Alaska, a soli cinque giorni dalle elezioni di metà mandato. L'inchiesta si concentra su presunti tentativi democratici di reclutare un candidato omonimo del senatore repubblicano uscente, Dan Sullivan, impegnato nella rielezione. Questa azione, emersa a Washington il 29 ottobre 2026, segnala una fase critica nella contesa elettorale e rappresenta una nuova escalation negli sforzi di influenzare il voto.

Indagini e reazioni politiche sull'omonimia

Parallelamente, il governatore repubblicano dell'Alaska, Mike Dunleavy, ha avviato un'inchiesta sulla campagna della candidata democratica al Senato, Mary Peltola. La decisione segue indicazioni su un possibile coinvolgimento del suo team nel reclutamento di un altro candidato omonimo di Dan Sullivan, in vista del seggio del Senato degli Stati Uniti in Alaska.

La vicenda ha generato forti reazioni. Donald Trump ha chiesto conseguenze legali e politiche per Peltola e la sua campagna, sollevando dubbi sulla certificazione di una vittoria democratica se Daniel J. Sullivan Jr. dovesse rimanere sulla scheda elettorale, per il rischio di confusione tra gli elettori.

Mary Peltola ha respinto la questione a Soldotna, definendola una "distrazione" dai temi della campagna. In un video, ha dichiarato: “This is just another distraction. It’s another diversion”. Mentre Peltola ha inquadrato la controversia nel dibattito politico locale, il governatore Dunleavy l'ha interpretata come un tentativo di manipolare le elezioni.