Da Roma, il 27 ottobre 2026, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha chiarito la posizione del governo Meloni in merito alle relazioni internazionali dell'Italia. Intervenendo a margine della convention di Sud chiama Nord, che ha visto la partecipazione di Sindaci d’Italia, La Russa ha risposto a una domanda sul voto in Israele, estendendo la sua riflessione alla politica estera generale. Ha sottolineato che, per l'esecutivo italiano, i legami con nazioni come gli Stati Uniti e Israele sono intrinsecamente rapporti tra Stati, non dipendenti dagli esiti elettorali o dai singoli leader.

Nel suo intervento, il presidente del Senato ha operato una netta distinzione tra i rapporti istituzionali e quelli di carattere più personale con i leader politici. La dichiarazione chiave di La Russa ha ribadito la continuità delle relazioni internazionali dell'Italia, affermando inequivocabilmente che «i rapporti sono tra Stati, non tra persone». Ha precisato che, sebbene possa esistere una maggiore o minore vicinanza personale con un leader, tale aspetto non modifica la sostanza e la natura dei legami consolidati tra l'Italia e i suoi partner strategici, come gli Stati Uniti e Israele.

La linea del governo sulla politica estera

La Russa ha scelto la cornice della convention di Sud chiama Nord, iniziativa che ha raccolto l'adesione di Sindaci d’Italia, per illustrare la linea del governo in materia di politica estera.

Il riferimento alle elezioni in Israele è stato inserito come esempio pertinente in un discorso più ampio sulle dinamiche delle relazioni estere italiane. Il principio fondamentale enunciato è che la politica internazionale del governo Meloni non subisce variazioni in funzione dei risultati elettorali o dei cambiamenti di leadership nei Paesi con cui l'Italia intrattiene rapporti diplomatici e strategici.

Per rafforzare questo concetto, La Russa ha utilizzato il rapporto con gli Stati Uniti come parametro esplicativo, indicando che lo stesso criterio di stabilità e continuità è applicato alla relazione con Israele. La sua argomentazione ha posto in evidenza la natura dei rapporti tra ordinamenti statali: da un lato, il legame tra Italia e Stati Uniti, e dall'altro, quello tra Italia e Israele.

La menzione dei leader è stata costantemente ricondotta alla distinzione tra potenziale affinità personale e l'irrinunciabile continuità istituzionale che caratterizza le relazioni bilaterali tra nazioni sovrane.

Il contesto storico delle relazioni Italia-Israele

La solidità dei rapporti tra Italia e Israele affonda le radici in una storia diplomatica consolidata. L'Italia, infatti, è stata tra le prime nazioni a riconoscere ufficialmente lo Stato di Israele nel 1948, un gesto significativo che ha posto le fondamenta per un legame duraturo. A ulteriore testimonianza di questa precoce volontà di stabilire relazioni, il primo ambasciatore italiano in Israele, Carlo Gasparini, giunse a Tel Aviv già nel 1949.

Questo dato storico sottolinea come le relazioni bilaterali, richiamate dalla dichiarazione del presidente La Russa, siano intrinsecamente basate su rapporti tra Stati, fondati su un riconoscimento reciproco e su un impegno diplomatico di lunga data.

Le relazioni tra Italia e Israele si manifestano attraverso un'ampia e dinamica gamma di scambi, che includono regolarmente incontri politici di alto livello e interazioni istituzionali. Questi scambi contribuiscono a rafforzare costantemente il dialogo, la comprensione reciproca e la cooperazione tra i due Paesi in molteplici settori, consolidando la loro posizione nel contesto internazionale.