Il Movimento 5 Stelle della Sardegna ha replicato con fermezza alle recenti dichiarazioni di Beppe Grillo riguardanti gli incarichi all'interno della Regione. La presa di posizione, emessa da Cagliari, affronta direttamente le affermazioni attribuite a Grillo su nomi, compensi e ruoli collegati all'amministrazione regionale sarda, definendole false e mosse da un presunto stato di rabbia e livore.
Nella nota diffusa, il Movimento regionale sardo ha sostenuto che Grillo avrebbe percepito una somma di 300mila euro l'anno dal Movimento stesso, risorse che sarebbero state impiegate nel tentativo di destabilizzare l'organizzazione.
Il testo ha inoltre affermato che Grillo avrebbe cercato di ostacolare il M5s e la figura di Giuseppe Conte, a causa della sua presunta incapacità di accettare la sfiducia della comunità politica e il crescente sostegno interno verso Conte. La replica del M5s Sardegna ha anche evidenziato la data del 4 ottobre, indicata come l'anniversario della fondazione del Movimento, aggiungendo un ulteriore strato di significato alla contestazione.
La contestazione sugli incarichi e le informazioni
Il M5s sardo ha aspramente contestato a Grillo di esprimersi sulla Sardegna senza una reale conoscenza dei territori e delle dinamiche locali. La nota ha precisato che, negli anni in cui Grillo ricopriva ancora il ruolo di garante, i consiglieri regionali del Movimento non avrebbero avuto alcun confronto diretto con lui.
È stato inoltre sostenuto che Grillo avrebbe ricevuto informazioni da individui precedentemente usciti dal Movimento, e che avrebbe dovuto procedere a una verifica più accurata dei dati prima di pubblicare il suo post.
Le contestazioni si sono estese anche ai nomi e alle cifre specificamente menzionate da Grillo. Il Movimento 5 Stelle della Sardegna ha chiarito che figure come Cinzia Pilo e Mariassunta Matrisciano non operano più in Sardegna da diversi mesi e che le cifre a loro attribuite non corrispondono all'attuale realtà. La nota ha richiamato l'attenzione sulla pubblicazione degli incarichi sul sito ufficiale della Regione, sottolineando che la possibilità di consultare tale elenco dipende dalla trasparenza e dalla pubblicità che la giunta conferisce a ogni singolo incarico, garantendo così la piena accessibilità delle informazioni.
Gasparetti, Todde e il quadro normativo regionale
Il testo della replica ha affrontato anche la posizione di Gasparetti, identificato come portavoce della presidente Alessandra Todde. La nota ha sostenuto che la retribuzione di un professionista dovrebbe essere valutata in relazione alle remunerazioni percepite da figure che ricoprono posizioni di pari livello e responsabilità. Il M5s sardo ha poi aggiunto un riferimento all'età, evidenziando come un adulto di 80 anni stia attaccando pubblicamente un giovane di 30 anni, richiamando le precedenti dichiarazioni di Grillo sull'importanza cruciale dei giovani per il futuro del Paese. Questa osservazione ha inteso sottolineare una presunta incoerenza tra le parole e le azioni del fondatore del Movimento.
La nota ha infine precisato che lo stipendio dei capi di gabinetto è stabilito da una legge regionale sarda specifica, e non da una normativa generica o polemicamente definita come un “poltronificio”. Questa puntualizzazione mira a smentire le insinuazioni di Grillo riguardo la gestione degli incarichi e dei compensi, riaffermando che tali aspetti sono regolati da disposizioni legislative chiare e trasparenti a livello locale.