Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha annunciato che la manovra economica è attesa in Consiglio dei ministri nella mattinata del 28 ottobre 2026. L'importante comunicazione, proveniente da Roma e datata 27 ottobre 2026, ore 10:38, illustra lo stato avanzamento dei lavori presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e il dialogo in corso con la Commissione europea per la definizione delle proposte da inserire nel provvedimento.
Giorgetti ha condiviso questi aggiornamenti in collegamento con il Festival delle Regioni, descrivendo una fase di intensa attività e confronto al Mef.
Il processo di elaborazione della manovra ha visto incontri con i soggetti interessati e con le Regioni, con le quali il dialogo era già stato avviato la settimana precedente. Il ministro ha sottolineato come, nonostante le numerose indiscrezioni circolanti sulla stampa, il Ministero stia proseguendo con rigore nel lavoro tecnico e politico per la stesura definitiva del testo.
Un elemento centrale riguarda lo stato di avanzamento delle misure. Giorgetti ha infatti dichiarato che "quasi tutte le componenti sono andate a punto", indicando un elevato grado di definizione delle varie sezioni del provvedimento. Questa condizione di quasi completezza rende possibile la collocazione della manovra nel calendario del Consiglio dei ministri per la mattina successiva.
Tuttavia, la firma della proposta finale da parte del ministro resta legata al raggiungimento di una piena e inequivocabile certezza su tutte le misure che saranno presentate.
Il confronto con la Commissione europea
La chiusura definitiva della proposta di manovra è strettamente connessa anche alle interlocuzioni in corso con la Commissione europea. Il ministro ha riferito di aver registrato progressi significativi nel dialogo con Bruxelles, ponendo come obiettivo la definizione delle proposte ritenute ammissibili entro la sera del 27 ottobre 2026. Solo dopo questa approfondita verifica di compatibilità con le normative e le raccomandazioni europee, il titolare del Mef ha indicato di potersi considerare nelle condizioni ottimali per firmare il testo e sottoporlo al Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026.
Questo riferimento alla Commissione europea sottolinea, quindi, l'importanza cruciale della coerenza delle misure inserite nella manovra con il quadro normativo europeo prima del suo passaggio formale in Cdm.
Nel più ampio contesto del negoziato europeo, un punto ancora in discussione e di rilievo nel dossier è il confronto sui margini collegati ai costi energetici. La Commissione Ue ha espresso una posizione chiara, escludendo la possibilità di finanziare sconti sui carburanti o sussidi diretti all’uso di fonti fossili. Questo vincolo rappresenta un elemento significativo nella fase finale di definizione delle proposte che il Ministero dell’Economia intende ultimare prima della firma e della successiva discussione in Consiglio dei ministri.