La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta alla Camera dei Deputati il 14 ottobre 2026, alle 18:17, per la sua replica dopo le comunicazioni governative in vista del prossimo Consiglio dell'Unione Europea. Il suo intervento si è concentrato sul sostegno all'Ucraina, in un confronto diretto con il deputato del Partito Democratico, Giuseppe Provenzano. Meloni ha replicato alle affermazioni del parlamentare democratico, sostenendo che le eventuali difficoltà politiche su tale tema non risiedono nel governo, bensì nel campo del Partito Democratico e dei suoi alleati, con un riferimento esplicito ai banchi del Movimento 5 Stelle.
Nel suo discorso, la presidente del Consiglio ha citato Provenzano sul sostegno a Kiev, indirizzando la replica all'opposizione. Meloni ha enfatizzato: “Sono ormai quattro anni che il governo mantiene una posizione chiara nel sostegno all'Ucraina”. Questa dichiarazione ha risposto alle contestazioni sulle presunte difficoltà della maggioranza a supportare Kiev. La premier ha aggiunto che nella maggioranza esiste una linea definita, concludendo che i problemi, a suo avviso, si trovano altrove.
Il dibattito parlamentare sul supporto a Kiev
Il confronto si è sviluppato durante la fase di replica successiva alla discussione generale sulle comunicazioni della presidente del Consiglio. Meloni ha richiamato il riferimento di Provenzano all'impegno del Pd a fianco dell’Ucraina, sostenendo che tale precisazione non dovesse essere rivolta a lei.
Nel passaggio al deputato democratico, la presidente del Consiglio ha collegato il tema alla collocazione politica degli alleati del Pd, menzionando il Movimento 5 Stelle. L’intervento ha ribadito la posizione del governo sul sostegno a Kiev, presentata come chiara e mantenuta per quattro anni.
La risposta di Meloni ha anche toccato il rapporto tra maggioranza e opposizione sul dossier ucraino. La presidente del Consiglio ha respinto l'ipotesi di difficoltà interne alla maggioranza riguardo al sostegno all'Ucraina, formulando una netta contestazione politica al Partito Democratico e chiamando in causa gli alleati del Movimento 5 Stelle. Il riferimento alla maggioranza è servito a ribadire la continuità della linea del governo sul supporto a Kiev, mentre il richiamo agli altri gruppi parlamentari ha chiaramente definito il perimetro della polemica alla Camera.