La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha respinto a Mosca, l’8 ottobre 2026, le dichiarazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Tali affermazioni riguardavano un possibile tentativo della Russia di influenzare le elezioni parlamentari in Italia. Durante un briefing, Zakharova ha affrontato le parole attribuite al ministro italiano sul tema delle interferenze elettorali.
Zakharova ha definito le accuse “malsane” e irrispettose verso gli italiani. Nel suo intervento, ha affermato: “Mi sembra che si tratti di qualcosa di non proprio sano”.
Ha collegato la replica al livello istituzionale delle dichiarazioni, riferendosi al ruolo di ministro degli Affari Esteri ricoperto da Tajani.
La replica di Mosca sulla "carta russa"
Nel briefing, Zakharova ha sostenuto che formulare ipotesi simili significhi usare la cosiddetta “carta russa” nel dibattito politico. La portavoce ha aggiunto: “È una mancanza di rispetto nei confronti degli italiani fare affermazioni del genere a livello di ministro degli Affari Esteri, sfruttando quella che viene definita la 'carta russa'”. Questa dichiarazione si riferisce alle parole sulle elezioni parlamentari italiane e costituisce il nucleo della risposta di Mosca.
Il ministero degli Esteri russo esclude qualsiasi intenzione di interferire nelle elezioni.
Zakharova ha sostenuto che non sono state presentate prove di una partecipazione russa, in qualsiasi forma di pressione o influenza, in processi elettorali esteri. La replica ha mantenuto il riferimento alle parole del capo della diplomazia italiana e al tema delle possibili interferenze nelle consultazioni parlamentari italiane.
Il contesto delle dichiarazioni
La vicenda riguarda un confronto diplomatico innescato da un’affermazione attribuita a Tajani sulla possibilità che la Russia provi a condizionare il voto in Italia. La risposta di Zakharova ha rigettato l’ipotesi, presentando le accuse come prive di fondamento probatorio. La portavoce ha ribadito la posizione di Mosca contro ogni forma di ingerenza negli affari interni di altri stati.