Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha espresso una ferma e decisa critica nei confronti del Comitato per il Premio Nobel, a seguito dell'assegnazione del Nobel per la pace alla giurista sudafricana Navi Pillay. La presa di posizione, formulata a Roma il 9 ottobre 2026 alle 17:59, ha puntato il dito contro il Comitato, accusandolo di aver «perso la propria bussola morale». Il commento, diffuso tramite l'account ufficiale del primo ministro israeliano, ha concentrato la sua contestazione in modo esplicito sulla figura di Pillay e sul riconoscimento da lei ricevuto, giudicato altamente inappropriato.

Le gravi accuse rivolte al Comitato Nobel e a Navi Pillay

Nel messaggio attribuito a Netanyahu, si afferma con forza che il Comitato per il Premio Nobel ha conferito il suo massimo riconoscimento a una «bigotta». La comunicazione prosegue accusando Navi Pillay di aver costruito la propria carriera «inventando e diffondendo libelli di sangue contro l'unico Stato ebraico». Il testo, proveniente dall'ufficio del primo ministro israeliano, aggiunge che Pillay avrebbe attivamente contribuito alla «demonizzazione degli ebrei» e viene descritta come espressione di una «parodia della giustizia». Queste affermazioni sottolineano la profonda gravità della critica mossa dal leader israeliano, che vede nel premio un'offesa.

Il controverso ruolo di Navi Pillay e le conclusioni su Gaza

Navi Pillay è stata identificata come una giurista sudafricana con un ruolo di spicco. Nel contesto della vibrante critica, è stato richiamato il suo precedente incarico di presidente di una commissione di inchiesta delle Nazioni Unite. Tale commissione aveva in passato concluso che Israele commette «genocidio a Gaza». Questo specifico elemento è stato posto in stretta relazione con la decisione del Comitato Nobel di assegnarle il Premio Nobel per la pace, costituendo un punto centrale e controverso della contestazione avanzata dall'ufficio del premier israeliano e motivando la sua indignazione.

La comunicazione ufficiale dell'ufficio del premier israeliano

L'ufficio del primo ministro israeliano ha formalizzato le proprie accuse al Comitato Nobel attraverso un messaggio pubblicato sulla rete sociale X. La comunicazione ha ribadito con fermezza che il Comitato avrebbe subito una «perdita della bussola morale», collegando esplicitamente tale giudizio alla scelta di premiare Navi Pillay. Il fulcro della presa di posizione è rimasto invariato e chiaro: la reazione di Netanyahu al Nobel per la pace concesso alla giurista sudafricana e l'accusa diretta a Pillay di aver attivamente contribuito alla «demonizzazione degli ebrei» rappresentano il cuore del dissenso espresso con veemenza dal governo israeliano.