Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, ha rilasciato una dichiarazione da Tel Aviv il 2 ottobre 2026, alle ore 15:00, affermando che il quadro relativo all'attentatore si sta chiarendo. Secondo Netanyahu, l'intento dell'individuo era quello di far schiantare l'aereo con tutti i passeggeri a bordo. La dichiarazione è stata diffusa tramite un video dall'ufficio del premier, che ha collegato l'episodio a un presunto processo di radicalizzazione islamista dell'attentatore.
Nel suo intervento, Netanyahu ha esplicitamente menzionato le indagini in corso per verificare l'eventuale presenza di mandanti dietro l'azione.
"Con il passare del tempo, il quadro diventa più chiaro: l'attentatore ha subito un processo di radicalizzazione islamista. L'intento era di far schiantare l'aereo con i suoi passeggeri. Stiamo verificando nell'ambito delle indagini se sia stato mandato da qualcuno, e chiunque lo abbia mandato pagherà un prezzo molto alto", ha dichiarato il primo ministro.
Indagini sull'aggressione al comandante e cooperazione internazionale
Il caso al centro delle indagini riguarda l'aggressione subita dal comandante dell'aereo da parte del copilota omanita. Quest'ultimo è stato trasferito a Dubai il giorno precedente alla dichiarazione di Netanyahu. Tale trasferimento è considerato un elemento chiave per gli investigatori israeliani, in quanto favorisce una maggiore collaborazione nelle indagini, anche in virtù dei rapporti esistenti con gli Emirati.
La strategia investigativa delineata dal primo ministro israeliano si concentra su due aspetti principali: l'identificazione del percorso di radicalizzazione attribuito all'attentatore e l'accertamento di un possibile coinvolgimento di terzi. Nel video diffuso dal suo ufficio, Netanyahu ha sottolineato come la ricostruzione degli eventi non si limiti all'episodio avvenuto in cabina, ma sia intrinsecamente legata all'attività investigativa ancora in corso.
Profilo operativo della compagnia aerea Flydubai
La compagnia aerea Flydubai, menzionata nella vicenda, si presenta come un operatore con base a Dubai e una vasta rete di collegamenti. La sua flotta è composta da 98 aeromobili Boeing 737, suddivisi in 25 Boeing 737-800 Next-Generation, 69 Boeing 737 MAX 8 e quattro Boeing 737 MAX 9.
L'azienda dichiara di aver attivato oltre 125 rotte in 56 Paesi, coprendo aree geografiche che includono Africa, Europa, Asia centrale, Paesi del Golfo, Medio Oriente, subcontinente indiano e Sud-est asiatico.
Flydubai impiega una forza lavoro che supera le 6.000 persone, provenienti da 144 diverse nazionalità. Questi dati evidenziano la significativa dimensione operativa e la portata internazionale della compagnia aerea coinvolta nella vicenda.